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FDI – FRATELLI D’ITALIA * CAMERA: «MODA: PIETRELLA (FDI), BENE IL CONFRONTO CON LVMH E KERING, ORA PIÙ ATTENZIONE A LEGALITÀ E GIUSTA REMUNERAZIONE DELLA FILIERA ITALIANA»

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15.30 - lunedì 1 giugno 2026

Di Luca Franceschi
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Accolto positivamente dal deputato di Fratelli d’Italia Fabio Pietrella l’incontro promosso dal Ministro Adolfo Urso con i vertici di LVMH e Kering. Un segnale che sottolinea l’importanza dell’Italia nel panorama mondiale della manifattura del lusso e la determinazione dell’esecutivo nel mantenere un dialogo costruttivo con i principali gruppi internazionali che operano sul territorio nazionale.

Pietrella condivide in particolare l’orientamento del Ministro riguardo ai temi della legalità, della tracciabilità e della trasparenza lungo l’intero processo produttivo. Elementi che risultano decisivi per preservare l’autenticità del Made in Italy e per contrastare ogni manifestazione di dumping sociale e concorrenza scorretta.

Tuttavia, il responsabile nazionale del Dipartimento Moda di FdI evidenzia le criticità che affrontano migliaia di aziende della filiera moda italiana. Nei vari distretti produttivi persiste una sofferenza significativa causata dall’elevata instabilità degli ordini, con alternanze tra periodi di espansione e improvvisi cali che gravano eccessivamente sui piccoli fornitori e sulle imprese della catena di fornitura, nonostante il consistente supporto del Governo attraverso numerosi interventi per gli investimenti, l’innovazione, la formazione e la competitività del settore.

Un aspetto critico riguarda la ripartizione del valore all’interno della filiera. Le realtà produttive italiane offrono qualità, competenze, investimenti, ricerca e professionalità apprezzati globalmente, ma spesso non percepiscono una retribuzione congrua rispetto ai requisiti richiesti. La compressione tariffaria esercitata a valle della catena rischia di compromettere proprio le imprese che consentono l’eccellenza del lusso internazionale.

Pietrella ritiene pertanto fondamentale che il confronto fra istituzioni e grandi conglomerati affronti non unicamente la questione degli investimenti, bensì anche quella della giusta compensazione per le aziende manifatturiere, della pianificazione degli ordini e della viabilità economica dell’intera filiera.

Molti brand storicamente legati all’Italia sono oggi integrati in grandi gruppi internazionali, prevalentemente francesi. Una situazione che richiede un approccio pragmatico. Proprio per questa ragione occorre dedicare ulteriore attenzione alla manifattura italiana, agli artigiani, alle piccole realtà imprenditoriali e alle aziende a conduzione familiare che rappresentano il fondamento autentico del Made in Italy. Senza il loro contributo non sarebbe possibile né il prestigio dei marchi né il successo del lusso a livello mondiale.

Il Governo Meloni ha dimostrato negli anni una concreta sensibilità verso il comparto moda. La strada da percorrere prevede il consolidamento della filiera e la garanzia che la ricchezza prodotta dall’eccellenza italiana sia condivisa in maniera più equa lungo l’intera catena produttiva.

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