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CONSIGLIO NAZIONALE CONSULENTI DEL LAVORO * MALATTIE PROFESSIONALI: «IN 10 ANNI CRESCIUTE DEL 54% / NOVE LAVORATORI SU DIECI TORNANO ESAUSTI A CASA»

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14.12 - mercoledì 20 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Lavoro che logora: in aumento malattie professionali e burnout. Crescono le malattie professionali, aumenta il numero di lavoratori che soffrono di stress, ansia e disturbi del sonno e cambia il volto stesso dei rischi legati al lavoro. Negli ultimi dieci anni (2014-2024) le denunce di malattie professionali sono aumentate del 54%, passando da 57 mila a oltre 88 mila casi, mentre nove occupati su dieci dichiarano di tornare a casa esausti dopo il lavoro, oltre l’82% si sente stressato e quasi uno su due soffre di problemi del sonno.

È quanto emerge dal rapporto “Salute e benessere nella trasformazione del lavoro: evoluzione dei rischi e nuove sfide”, realizzato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro e presentato oggi nel corso della conferenza stampa di presentazione del Festival del Lavoro presso il Parlamentino Inail di Roma. L’indagine, realizzata su dati Inail ed Eurofound, evidenzia come la trasformazione dell’organizzazione del lavoro — tra ritmi sempre più intensi, reperibilità continua, pressione sui risultati e difficoltà di conciliazione tra vita privata e professionale — stia modificando profondamente i fattori di rischio. Se dunque gli infortuni sul lavoro risultano in calo (-10,5% nell’ultimo decennio), aumentano invece le patologie legate all’usura fisica e mentale accumulata nel tempo.

Il lavoro che logora: in aumento malattie professionali e burnout

I dati della Fondazione Studi: in 10 anni le malattie professionali crescono del 54%. Nove lavoratori su dieci tornano esausti a casa. Un disagio sempre più diffuso che espone al rischio incidenti anche mortali. Anche cambiamenti climatici e invecchiamento della forza lavoro ridisegnano i rischi del lavoro

Roma, 20 maggio 2026 – Crescono le malattie professionali, aumenta il numero di lavoratori che soffrono di stress, ansia e disturbi del sonno e cambia il volto stesso dei rischi legati al lavoro. Negli ultimi dieci anni (2014-2024) le denunce di malattie professionali sono aumentate del 54%, passando da 57 mila a oltre 88 mila casi, mentre nove occupati su dieci dichiarano di tornare a casa esausti dopo il lavoro, oltre l’82% si sente stressato e quasi uno su due soffre di problemi del sonno. Un disagio sempre più diffuso che aumenta anche il rischio di incidenti e infortuni: affaticamento mentale, carenza di riposo e pressione continua riducono infatti attenzione e capacità di reazione, contribuendo alla crescita degli incidenti, compresi quelli nel tragitto casa-lavoro (+3,2% nel 2025, dato provvisorio) che oggi concentrano il 27% dei casi mortali denunciati all’Inail.

È quanto emerge dal rapporto “Salute e benessere nella trasformazione del lavoro: evoluzione dei rischi e nuove sfide”, realizzato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro e presentato oggi nel corso della conferenza stampa di presentazione del Festival del Lavoro presso il Parlamentino Inail di Roma. L’indagine, realizzata su dati Inail ed Eurofound, evidenzia come la trasformazione dell’organizzazione del lavoro — tra ritmi sempre più intensi, reperibilità continua, pressione sui risultati e difficoltà di conciliazione tra vita privata e professionale — stia modificando profondamente i fattori di rischio. Se dunque gli infortuni sul lavoro risultano in calo (-10,5% nell’ultimo decennio), aumentano invece le patologie legate all’usura fisica e mentale accumulata nel tempo. Le malattie del sistema osteomuscolare rappresentano oggi oltre il 70% delle denunce all’Inail e negli ultimi quattro anni sono più che raddoppiate.

A rendere ancora più complesso il quadro sono i cambiamenti climatici e l’invecchiamento della forza lavoro. Negli ultimi anni è aumentata l’esposizione dei lavoratori a temperature estreme, soprattutto al caldo eccessivo, con effetti su salute e sicurezza. Parallelamente, l’invecchiamento della forza lavoro ha accresciuto fragilità e patologie croniche: oggi oltre il 66% delle denunce di malattie professionali riguarda lavoratori over 55, fascia che concentra anche quasi il 45% degli infortuni mortali denunciati all’Inail. “L’aumento delle malattie professionali e dei disturbi legati al benessere psicofisico conferma quanto la salute debba essere centrale nell’organizzazione del lavoro e nelle strategie delle imprese”, commenta il Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Rosario De Luca.

“Le aziende assumono un ruolo sempre più importante nella tutela del benessere delle persone, anche attraverso strumenti di welfare aziendale come le polizze sanitarie integrative, oggi leva strategica anche per attrarre i più giovani. In un contesto in cui anche la vita quotidiana, fuori dal lavoro, è sempre più segnata da stress e carichi familiari e di cura – ancora oggi prevalentemente sulle donne – diventa necessario ripensare modelli organizzativi e sistemi di prevenzione, puntando maggiormente sulla conciliazione vita-lavoro, su ambienti più sostenibili e su una cultura che integri sicurezza, salute e benessere”.

 

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