Di Luca Franceschi
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Secondo il deputato di Fratelli d’Italia Sara Kelany, responsabile del Dipartimento immigrazione del partito, i dati relativi agli sbarchi e ai rimpatri continuerebbero a confutare le critiche mosse dalla sinistra sulla politica migratoria del governo Meloni. Al 27 aprile 2026, gli sbarchi registrerebbero una diminuzione del 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, proseguendo un trend di riduzione iniziato nel 2025 rispetto al 2024.
Per quanto riguarda i rimpatri, Kelany sottolinea come questi sarebbero in costante aumento a partire dal 2022, anno dell’insediamento del governo Meloni. Nel corso del 2025 sarebbero stati effettuati oltre 6.700 rimpatri, con un tasso del 10% rispetto al numero complessivo dei migranti sbarcati. Nei primi mesi del 2026, questo rapporto raggiungerebbe il 35%.
A titolo comparativo, il deputato ricorda come durante la gestione di Matteo Renzi, definito “sedicente campione di rimpatri”, la percentuale di rimpatri rispetto agli sbarchi si attestasse al 4,6%. Durante i governi a guida Pd-M5S, in particolare sotto Conte II e Draghi, questa percentuale si fermerebbe attorno al 6%.
Kelany attribuisce questi risultati alla stretta sull’immigrazione illegale, ai negoziati con i paesi di origine dei migranti e alle iniziative innovative intraprese dall’esecutivo, incluso l’accordo tra Italia e Albania. Secondo il responsabile del Dipartimento immigrazione di FdI, tali misure permetterebbero di affrontare i problemi generati dalle precedenti gestioni, riducendo significativamente il numero degli sbarchi.
In conclusione, Kelany dichiara che con l’entrata in vigore del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, al quale l’Italia avrebbe contribuito nella definizione, il governo continuerà a tutelare i confini nazionali dall’immigrazione irregolare e incontrollata, ritenuta una minaccia per la sicurezza e i diritti dei cittadini.
