Di Luca Franceschi
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Il senatore del Movimento 5 Stelle Luigi Nave ha lanciato dure critiche nei confronti della premier Giorgia Meloni, definendo “risibile” quello che considera un “repulisti a scoppio ritardato” riguardo alle figure più controverse del governo.
Secondo il parlamentare pentastellato, gli italiani comprendono chiaramente che se il referendum fosse stato vinto, questa “pattuglia di impresentabili” sarebbe rimasta al proprio posto. In particolare, Nave ha puntato il dito contro la ministra Santanchè, sostenendo che avrebbe dovuto lasciare l’incarico già tre anni fa.
Il senatore ha ipotizzato che la permanenza della ministra sia dovuta al fatto che “sa troppe cose sulle beghe interne di Fratelli d’Italia”, rimanendo così “oscenamente abbarbicata alla poltrona”.
Nave ha poi descritto come “goffo tentativo” quello della presidente del Consiglio di recuperare credibilità dopo tre anni, definendo la situazione “alle comiche” e parlando di un “teatrino inguardabile” tutto interno al partito della premier, che appare “ormai evidentemente allo sbando”.
Il parlamentare del M5S ha inoltre evidenziato come tutto questo accada mentre il Paese si trova ad affrontare un possibile “tornado di rincari”, con i prezzi di carburanti e gas ormai fuori controllo, anche a causa di quelli che definisce “inconsistenti e inutili decreti del governo”.
La conclusione dell’attacco politico è stata particolarmente pungente: “Meloni non ha più il polso del suo partito, come può pensare di avere quello dell’Italia?”.
