Di Luca Franceschi
///
Fratelli d’Italia risponde alle critiche sulla foto di Meloni. Secondo Marcello Coppo, deputato del partito, trasformare un selfie scattato sette anni fa in un caso politico rappresenta l’ennesimo segno di un dibattito pubblico che ha difficoltà a mantenersi ancorato alla realtà.
La fotografia in questione risale al 2019, durante un evento pubblico. In questo tipo di contesto, come sottolinea Coppo, chiunque svolga attività politica conosce bene la situazione per cui centinaia di persone richiedono una foto. Si tratta di un fatto ordinario, quotidiano, completamente privo di rilevanza politica.
Un elemento particolarmente significativo, secondo il deputato, riguarda lo stato giuridico del soggetto coinvolto nel momento dello scatto. Al tempo della foto, la persona in questione non risultava indagata per reati di mafia e non era nota per altre ragioni. Per questa ragione, Coppo ritiene improprio utilizzare oggi quell’immagine in modo retroattivo per costruire insinuazioni.
Coppo critica il metodo utilizzato per attaccare il governo. Secondo la sua denuncia, si prende un elemento neutro, lo si svuota del suo contesto originario e gli si attribuiscono significati che non possiede. Tale approccio, sostiene il parlamentare, nulla ha a che fare con il giornalismo autentico, poiché alimenta il sospetto senza prove, suggerisce collegamenti inesistenti e mira a colpire la reputazione piuttosto che fare chiarezza.
Chi opera nella politica reale, evidenzia Coppo, sa perfettamente che un selfie non rappresenta una relazione, non costituisce un rapporto e non indica un legame: è semplicemente una fotografia. Continuare su questa strada, secondo il deputato, significa abbassare il livello del confronto democratico, sostituendo il merito con l’insinuazione.
La conclusione di Coppo è perentoria: non esiste alcuna notizia, se non la volontà di costruirne una artificialmente.
