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FDI – FRATELLI D’ITALIA * CAMERA: «MAFIA, BUONGUERRIERI(FDI): NON ACCETTIAMO LEZIONI DA SINISTRA E DA CERTO FAZIOSO GIORNALISMO. SÌ INDAGHI SU SCANDALI EMERSI IN COMMISSIONE COVID»

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14.45 - martedì 7 aprile 2026

Di Luca Franceschi
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Alice Buonguerrieri, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in commissione Covid, interviene sulla questione sollevata da alcuni organi di stampa riguardante la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Secondo il parlamentare, il tentativo di collegare la premier a esponenti mafiosi attraverso una fotografia scattata durante un evento pubblico è non solo ridicolo, ma penosamente diffamatorio. Buonguerrieri sottolinea che Meloni, caratterizzata da sempre per onestà e correttezza, risulta inattaccabile e non ricattabile.

Il deputato critica duramente l’approccio di certo giornalismo, accusandolo di alimentare polemiche sterili spacciandole per informazione. A suo giudizio, il ricorso a una fotografia di anni fa, dove la presidente del Consiglio posa con cittadini come accade quotidianamente durante gli eventi pubblici, rappresenta un tentativo infondato di metterla sotto accusa. Buonguerrieri sostiene che in assenza di elementi concreti, questo tipo di giornalismo di inchiesta sarebbe costretto a ricorrere a bieche illazioni.

Per confutare quelle che definisce fantasiose ricostruzioni, Buonguerrieri invoca i fatti concreti. Ricorda come il governo Meloni, appena insediatosi, abbia salvaguardato il carcere duro, in contrasto con quanto accaduto durante la pandemia, quando boss mafiosi venivano liberati dalle galere con la motivazione dell’emergenza Covid.

Il capogruppo della commissione Covid rivolge quindi un appello diretto ai giornalisti affinché indaghino su questioni che reputa ben più rilevanti. In particolare, sollecita investigazioni riguardanti la maxi commessa da un miliardo 251 milioni di mascherine cinesi, suggerendo ironicamente che forse in questo caso si potrebbero trovare reali collegamenti con la mafia.

Buonguerrieri aggiunge ulteriori accuse relative alla gestione delle forniture sanitarie durante il periodo pandemico. Riferisce di un imprenditore al quale sarebbero state richieste cifre considerevoli da parte di colleghi dell’ex Premier Conte per forniture di mascherine. Secondo il deputato, queste transazioni sarebbero state mascherate da consulenze e costituirebbero vere e proprie tangenti. Il parlamentare sostiene che questi gravi fatti risultano provati da dichiarazioni testimoniali e documenti, a differenza delle accuse rivolte a Meloni, che si baserebbe soltanto su fotografie estratte da eventi pubblici e strumentalmente rielaborate.

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