Di Luca Franceschi
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A Milano proseguono le manifestazioni a favore della Palestina, evento che alimenta il dibattito politico sul fronte interno. Secondo quanto dichiarato dal deputato Stefano Maullu, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia, il problema non si limita alla contestazione del governo di Benjamin Netanyahu, ma coinvolge più ampiamente Israele come popolo e come unica democrazia pluralista presente nel Medio Oriente.
Durante il corteo meneghino sono comparse bandiere di organizzazioni come Hezbollah e della Repubblica islamica iraniana, accompagnate da slogan che non riescono a mantenere la distinzione tra una legittima critica politica e la delegittimazione dello Stato di Israele. Questa circostanza rappresenta, secondo Maullu, un indicatore di ambiguità sia morale che politica da parte di una sinistra che continua a orientarsi verso scelte ritenute sbagliate.
Il vicecapogruppo di FdI riconosce la possibilità e la necessità di affrontare discussioni costruttive riguardanti la pace, gli aiuti umanitari e la prospettiva di una soluzione basata sulla convivenza di due popoli in due Stati diversi. Tuttavia, sottolinea che questo tipo di confronto non può avvenire in alleanza con regimi di stampo integralista, organizzazioni classificate come terroristiche, e ricorrendo a messaggi che generano odio, intolleranza e diffusione di propaganda.
Secondo la posizione espressa da Maullu, coloro che strumentalizzano la causa palestinese per attaccare Israele, l’Occidente e i sistemi democratici non operano nella direzione della costruzione della pace, bensì producono solo divisione. Conclude affermando che la città di Milano non dovrebbe ospitare manifestazioni che trasformano la sofferenza delle popolazioni in uno strumento di lotta politica e che convertono la protesta in uno spazio ostile ai valori della libertà.
