Di Luca Franceschi
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Mentre la comunità internazionale ricorda il bilancio del regime teocratico iraniano negli ultimi cinquant’anni — caratterizzato da repressione interna, persecuzione delle opposizioni, violazioni sistematiche dei diritti umani e destabilizzazione del Medio Oriente — il Movimento 5 Stelle continua a trovare parole di comprensione e giustificazione per Teheran. Una posizione che suscita perplessità e preoccupazione.
Appare incoerente la facilità con cui alcuni esponenti pentastellati attaccano gli Stati Uniti e Israele, dimenticando simultaneamente l’impatto devastante che il regime iraniano ha avuto su milioni di persone. Un sistema teocratico che ha soffocato le libertà fondamentali, represso donne e giovani, incarcerato oppositori politici e sostenuto gruppi armati in molteplici aree di conflitto regionale.
Questa postura rivela una memoria selettiva della realtà internazionale: severa nei confronti delle democrazie occidentali, straordinariamente indulgente verso chi rappresenta da decenni uno dei principali fattori di instabilità geopolitica nella regione mediorientale.
La narrazione portata avanti dal Movimento 5 Stelle su questo tema costituisce una distorsione della realtà che va oltre l’errore politico. Trasformare la critica in un’apologia che attenua le responsabilità di un regime autoritario rappresenta una mistificazione della quale risulta difficile non sottolineare la gravità, come sostiene il deputato di Fratelli d’Italia Stefano Maullu.
