Di Luca Franceschi
///
Naike Gruppioni, deputato di Fratelli d’Italia in commissione Affari Esteri, ha affrontato durante la conferenza “Iran del Futuro” tenutasi in sala della Regina alla Camera le complesse questioni che riguardano il Paese persiano e le sue implicazioni globali. Secondo Gruppioni, analizzare la situazione attuale dell’Iran significa confrontarsi con una delle sfide più significative del nostro tempo, le cui conseguenze vanno ben oltre i confini nazionali iraniani.
Il futuro dell’Iran, ha sottolineato la deputata, incide direttamente sugli equilibri geopolitici del Medio Oriente, sulla sicurezza internazionale e sulla stabilità economica mondiale, condizionando inevitabilmente il destino stesso delle democrazie occidentali. In questa prospettiva, la stabilità rappresenta un imperativo strategico irrinunciabile, poiché garantisce sicurezza alla regione, protezione delle rotte commerciali, equilibrio nel settore energetico e maggiore protezione per l’Italia stessa.
Tuttavia, Gruppioni ha evidenziato che nessuna strategia può costruirsi ignorando la realtà. Ha ricordato come la democrazia non possa essere imposta dall’esterno, ma debba essere conquistata dai popoli attraverso il coraggio e la determinazione. Il popolo iraniano, con le sue lotte quotidiane, testimonia che la libertà non è un privilegio occidentale, bensì un diritto universale dell’umanità intera.
L’Italia, come nazione che ha fondato la propria Costituzione sui pilastri del diritto, della libertà e della dignità umana, ha secondo Gruppioni il dovere morale e politico di non rimanere silente di fronte alle violazioni perpetrate dal regime teocratico iraniano. Questo regime rappresenta uno dei principali fattori destabilizzanti della regione, caratterizzato dalla repressione sistematica del dissenso, dalle esecuzioni capitali, dalle violazioni massicce dei diritti umani e dal sostegno fornito ad attori armati che alimentano le tensioni regionali.
Una transizione verso un sistema democratico, ha ribadito Gruppioni, non costituirebbe un elemento di instabilità, bensì rappresenterebbe la garanzia più solida di una stabilità duratura. L’Iran del futuro dovrà essere riconosciuto come una grande potenza con cui costruire relazioni basate sul rispetto reciproco, sulla cooperazione economica e sulla pace.
Ha sottolineato che questo cammino verso il cambiamento deve essere intrapreso esclusivamente dal popolo iraniano, senza che attori esterni pretendano di sostituirsi a loro. Il compito dell’Italia e della comunità internazionale consiste nel sostenere coloro che, sia dentro che fuori l’Iran, lavorano pacificamente per instaurare una società libera, democratica e rispettosa dei diritti fondamentali.
Gruppioni ha riconosciuto il ruolo significativo di Maryam Rajavi e del suo Piano in dieci punti, che prevede un Iran costruito sul pluralismo, sulla separazione tra religione e Stato, sull’uguaglianza tra donne e uomini, sull’abolizione della pena di morte, sullo Stato di diritto e sul pieno rispetto dei diritti umani.
L’Italia deve perseverare nel proprio impegno, facendo leva sul coraggio delle proprie convinzioni e sulla forza della propria tradizione diplomatica. Gruppioni ha condannato con assoluta fermezza le minacce e le dichiarazioni ostili rivolte all’Italia, alle sue istituzioni e al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, affermando che nessuna intimidazione potrà mai condizionare una democrazia.
Ha concluso ribadendo che l’Italia continuerà a difendere i propri valori, la libertà e il diritto dei popoli a autodeterminarsi democraticamente. Ha inoltre osservato che quando un regime autoritario considera la libertà una minaccia, ciò dimostra che la libertà rappresenta la sua più grande debolezza. L’Italia rimarrà fermamente dalla parte della libertà, dal fianco del popolo iraniano e dalla parte di un Iran libero e democratico, in pace con il resto del mondo.
