Di Luca Franceschi
///
La Sanac è in amministrazione straordinaria dal 2018 e oggi si trova ad affrontare un rischio che potrebbe comprometterne definitivamente il futuro. Lo ha dichiarato la senatrice del M5S Sabrina Licheri, sottolineando come il pericolo maggiore sia rappresentato dalla possibile frammentazione dell’azienda.
La forza di questa realtà industriale, ha spiegato la senatrice, risiede proprio nell’unità dei suoi quattro stabilimenti dislocati in Sardegna, Piemonte, Liguria e Toscana. Spezzettare l’azienda sarebbe un errore gravissimo che ne comprometterebbe irrimediabilmente le potenzialità.
Mentre per altri siti si prospetta un’acquisizione unitaria, per lo stabilimento di Assemini si parla invece di un possibile riutilizzo industriale. Un’espressione che nel territorio sardo ha suscitato grande preoccupazione, anche perché gli impegni assunti in precedenza erano ben diversi.
L’area industriale di Macchiareddu ha già conosciuto troppe volte riconversioni finite poi in una chiusura definitiva dello stabilimento. Per questo motivo non è possibile permettere che quella storia si ripeta, con tutte le conseguenze negative che comporterebbe per i lavoratori e per l’intero territorio.
I lavoratori hanno invitato il ministro Urso a venire ad Assemini, a visitare lo stabilimento, a incontrare chi vi lavora ogni giorno, a guardare con i suoi occhi il valore strategico di quel sito produttivo. È difficile promuovere con convinzione l’acquisizione di un impianto che non si è mai visitato.
È altrettanto difficile chiedere a un investitore di credere in un sito se per primo è lo Stato che non ha mai riconosciuto concretamente il valore di quella realtà produttiva. L’auspicio della senatrice Licheri è che il ministro raccolga questo invito.
Si tratterebbe di un gesto di rispetto verso i lavoratori, verso la Sardegna e verso una realtà industriale che merita di essere conosciuta ancor prima di essere giudicata.
