Di Luca Franceschi
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Elisabetta Lancellotta, deputata di Fratelli d’Italia e capogruppo della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul Femminicidio, ha espresso soddisfazione per l’approvazione all’unanimità della relazione conclusiva sull’indagine conoscitiva dedicata alla violenza economica di genere. Si tratta di una problematica che colpisce ampiamente la società italiana, benché spesso risulti difficile da riconoscere, manifestandosi in molteplici contesti sia familiari che lavorativi.
La relazione, elaborata a seguito di un articolato ciclo di audizioni, propone diversi interventi mirati a promuovere un cambiamento culturale e strutturale nel paese. Tra le priorità identificate figura il potenziamento dell’educazione finanziaria nelle scuole e nelle università, con l’obiettivo di sensibilizzare le giovani donne circa l’importanza dell’indipendenza economica quale strumento di protezione da forme di violenza psicologica e fisica.
Un elemento centrale della relazione riguarda l’inserimento della “violenza economica” nel codice penale, in particolare nella norma relativa all’articolo 572, al fine di codificare un orientamento della giurisprudenza che rimane ancora poco diffuso tra i magistrati. Questo intervento normativo mira a fornire una base legale più solida per il contrasto a questa forma di abuso.
La relazione ha inoltre identificato ulteriori misure ritenute indispensabili: la promozione della conoscenza relativa ai sostegni economici disponibili, l’introduzione di agevolazioni fiscali per favorire l’inserimento nel mercato del lavoro delle donne vittime di violenza, l’istituzione di sportelli specializzati nel contrasto della violenza economica e la creazione di un fondo straordinario destinato alle donne che hanno subito tali abusi.
Secondo Lancellotta, gli obiettivi delineati nella relazione si allineano con l’azione del governo Meloni, che sta dedicando risorse significative a questo ambito, considerando l’indipendenza economica non come un privilegio bensì come una condizione essenziale per garantire libertà e dignità a tutti.
