(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“I dialetti sono il sangue vivo della nostra lingua. Custodirli significa dare voce a tutte le componenti di quel grande mosaico che va a costituire la nostra identità nazionale, non in conflitto ma insieme alla nostra amata lingua nazionale.
La trasmissione intergenerazionale dei dialetti si sta progressivamente riducendo, soprattutto nei contesti urbani, a causa dei processi di globalizzazione e di omologazione linguistica. Tuttavia, come ha rivelato anche l’ISTAT recentemente, ci sono comunque evidenti prove che i dialetti sono ancora vivi, distribuiti a macchia di leopardo, anche in congiunzione con l’italiano (come Fratelli d’Italia stiamo da anni combattendo i vari forestierismi che impazzano).
Ritengo che il patrimonio dialettale rappresenti una componente essenziale della memoria storica e sociale della Nazione, meritevole di specifiche politiche di tutela e promozione. Per questo ho presentato in Commissione Cultura una risoluzione che impegni il Governo ad adottare iniziative per riconoscere le lingue locali e i dialetti, come espressioni fondamentali della cultura nazionale e come strumenti di identità territoriale da tutelare e valorizzare nel percorso scolastico di primo e secondo grado.
Ci tengo a ringraziare tutti i prestigiosi esponenti del mondo della cultura uditi nel ciclo di audizioni che stiamo svolgendo in Commissione. Oggi abbiamo ascoltato: Leandro Ventura, direttore dell’Istituto centrale per il patrimonio immateriale del Ministero della Cultura, Fernando Tomasello, vicepresidente dell’Unione nazionale pro loco d’Italia, e Massimo Bray, direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia italiana. Con tutti c’è stato e ci sarà un confronto serio e proficuo.
I dialetti rappresentano l’anima viva e pulsante dei territori, le cui tradizioni orali spesso si riverberano anche nel teatro dialettale, nelle tradizioni agroalimentari e nei canti popolari. Credo che ogni dialetto costituisca una patria interiore, una chiave d’accesso alla memoria comunitaria.
Con questa risoluzione vogliamo salvaguardare i dialetti anche attraverso eventi e progetti che tutelino e promuovano un patrimonio inestimabile della nostra cultura, della nostra storia e delle nostre più tradizioni locali”.
