Di Luca Franceschi
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La competitività dell’agricoltura italiana non può più prescindere dalla qualità delle infrastrutture digitali. È questo il messaggio chiave emerso dal Convegno annuale AIIP 2026 dedicato a “Banda Ultra Larga e digitale: il futuro dell’agricoltura Made in Italy”, tenutosi presso Palazzo Rospigliosi. Un’occasione di confronto ritenuta fondamentale su una materia che riveste carattere strategico per le imprese agricole italiane.
Come membro della Commissione Agricoltura della Camera, l’onorevole Cristina Almici di Fratelli d’Italia sottolinea come il Governo abbia accelerato notevolmente gli investimenti per modernizzare il settore agricolo negli ultimi anni. Meccanizzazione, agricoltura di precisione, innovazione tecnologica e digitalizzazione delle filiere rappresentano gli assi portanti di questa trasformazione. Tuttavia, è necessario compiere un ulteriore salto qualitativo.
Le tecnologie più sofisticate disponibili oggi – dai trattori connessi ai sensori distribuiti nei campi, fino ai sistemi di irrigazione intelligente – possono esprimere pienamente le proprie potenzialità solamente se supportate da infrastrutture di rete affidabili e performanti. Per questo motivo, la connettività deve essere riconosciuta come una vera infrastruttura strategica per l’agricoltura, equiparabile per importanza alle reti energetiche, idriche e viarie.
Il protocollo d’intesa sottoscritto nel corso dell’evento da AIIP e Coldiretti rappresenta un passo importante verso il rafforzamento del collegamento tra innovazione e infrastrutture digitali. Un’iniziativa concreta che pone l’accento su una questione tangibile: creare le condizioni perché gli investimenti già realizzati generino benefici effettivi per le imprese agricole e per l’intera filiera agroalimentare.
Permane tuttavia la criticità dell’ultimo miglio rurale. In numerose zone il segnale arriva fino ai centri abitati, ma il collegamento finale verso l’azienda agricola rappresenta ancora un costo considerevole capace di ostacolare la diffusione delle tecnologie digitali, specialmente nelle aree più isolate. Su questo fronte occorre concentrare gli sforzi, valorizzando anche il contributo degli operatori di prossimità, figure che conoscono bene il territorio e sono frequentemente in grado di proporre soluzioni rapide ed efficaci.
Secondo Almici, è necessario proseguire il lavoro avviato dall’esecutivo, integrando gli strumenti dedicati alla trasformazione digitale con le politiche agricole. Sarà rilevante esaminare anche come la futura programmazione della PAC possa supportare investimenti che facilitino la diffusione della connettività nelle zone rurali, riconoscendola esplicitamente come infrastruttura funzionale alla competitività aziendale.
Al giorno d’oggi la connettività non rappresenta più semplicemente un servizio aggiuntivo: è diventata un autentico fattore produttivo dell’impresa agricola. Assicurare a tutte le aziende, comprese quelle situate nelle aree interne, pari opportunità di accesso all’innovazione significa consolidare la competitività del Made in Italy agroalimentare italiano e permettere alle imprese di affrontare con strumenti idonei le sfide che caratterizzeranno i prossimi anni.
