Di Luca Franceschi
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Fratelli d’Italia interviene sulla polemica politica scaturita nel ricordo di Paolo Borsellino e della sua scorta, esprimendo sorpresa per le dichiarazioni rilasciate da Giuseppe Conte e dal senatore Roberto Scarpinato. Secondo il partito, in una giornata destinata all’unità e alla commemorazione, risulta particolarmente inopportuno alimentare dibattiti di carattere politico piuttosto che supportare l’operato delle istituzioni competenti.
L’affondo più rilevante riguarda la Commissione parlamentare Antimafia, oggetto di critiche secondo quanto riportato. I rappresentanti di Fratelli d’Italia ritengono inaccettabile sostenere che la maggioranza ostacolerebbe i lavori della Commissione sulle stragi, ignorando invece l’impegno che quest’ultima sta profondendo con dedizione e rigore nel tentativo di chiarire ogni aspetto ancora irrisolto di uno dei momenti più tragici della storia repubblicana.
La dichiarazione sottolinea con forza che Paolo Borsellino appartiene all’intera nazione e non può essere considerato patrimonio esclusivo di una parte politica, né alcuno può pretendere di decidere in via esclusiva chi abbia legittimazione nel ricordarlo. Il vero tributo al magistrato consiste nel perseguire la ricerca della verità che lo stesso Borsellino ha inseguito fino al termine della sua vita.
Fratelli d’Italia evidenzia come sorprenda particolarmente il tentativo di screditare la Commissione Antimafia proprio mentre sta conducendo il suo operato, mediante accuse gravi ma secondo il partito completamente prive di fondamento. La domanda sottesa è se questa delegittimazione intenda ostacolare il proseguimento dell’indagine verso il reperimento della verità assoluta, senza compromessi.
Il partito precisa di non ricercare visibilità mediatica, né intende appropriarsi della memoria di Borsellino. Sostiene di onorarla attraverso il supporto concreto ai lavori della Commissione Antimafia e l’esigenza che venga fatta completa luce su mandanti, complici e su tutti gli interrogativi ancora senza risposta.
Conclude affermando che la ricerca della verità non appartiene a schieramenti di destra o di sinistra, bensì rappresenta un dovere civile nei confronti del magistrato, degli agenti della scorta e dell’intera collettività italiana. In tale prospettiva, chiunque sia veramente impegnato nella ricerca della verità dovrebbe collaborare con la Commissione Antimafia per favorirne il lavoro, anziché tentare di screditarla nel momento in cui sta operando per fare chiarezza.
