Di Luca Franceschi
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Le proroghe non sono più sufficienti per affrontare la questione della messa in sicurezza dei ponti sul Po. Servono due risposte concrete e immediate: il decreto interministeriale che confermi i finanziamenti e la copertura degli extracosti maturati negli anni.
A febbraio scorso, durante l’esame del decreto Milleproroghe, il Governo aveva accolto un ordine del giorno del Movimento 5 Stelle che chiedeva esattamente questi interventi. Il decreto avrebbe dovuto essere emanato entro il mese di aprile, ma ad oggi non è ancora arrivato.
Nel frattempo, Province e Città metropolitane si trovano costrette ad anticipare risorse proprie per non bloccare le progettazioni, senza avere alcuna certezza che queste somme verranno poi riconosciute e rimborsate. È quindi urgente che il Governo mantenga l’impegno assunto e fornisca chiarimenti precisi su tempi e modalità dei trasferimenti di fondi.
Il programma per i ponti sul Po è stato avviato nel 2019, durante il Governo Conte, con uno stanziamento di oltre 135 milioni di euro destinato alla messa in sicurezza e alla ricostruzione di 76 ponti distribuiti nel bacino del Po, dal Piemonte all’Emilia Romagna.
A distanza di sette anni dall’avvio del programma, molte opere rimangono ferme in attesa di un decreto che aveva una scadenza precisa, ormai superata senza che siano state fornite spiegazioni ufficiali.
Le necessarie riprogettazioni e l’aumento generalizzato dei prezzi hanno nel frattempo fatto crescere il fabbisogno economico. Alle somme originariamente stanziate devono essere aggiunti gli extracosti accumulati in questi anni, che il Governo deve riconoscere e coprire integralmente.
Lo spostamento delle scadenze serve unicamente a evitare la perdita immediata dei fondi già assegnati. Tuttavia, senza il decreto di conferma, gli enti locali non dispongono della copertura necessaria per bandire le gare d’appalto.
Ogni settimana di ritardo avvicina il rischio concreto di definanziamento di opere che i territori attendono da decenni. I ponti non possono essere messi in sicurezza attraverso continui rinvii: hanno bisogno di risorse certe e tempestive.
