Di Luca Franceschi
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Durante la seduta odierna della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico, è stata ascoltata la testimonianza del geologo Riccardo Galassi in merito alle cause e alla gestione degli eventi alluvionali che hanno devastato l’Emilia-Romagna. L’audizione ha evidenziato questioni che richiedono chiarimenti inequivocabili: la qualificazione di un evento come “eccezionale” non può trasformarsi in uno strumento per eludere le responsabilità, le carenze gestionali e le omissioni riscontrate.
Secondo quanto riferito durante l’audizione, ISPRA avrebbe suggerito un approccio valutativo più completo, che non si limiti soltanto alla misurazione dell’intensità delle precipitazioni, ma consideri altresì le condizioni preesistenti del territorio, i fattori di criticità già noti, la qualità della pianificazione del rischio, i livelli di manutenzione e l’effettiva realizzazione degli interventi preventivi.
Un elemento particolarmente rilevante emerge dai dati riportati da ARPAE: nel 2024, in diverse aree territoriali le precipitazioni hanno superato di una percentuale compresa tra il 15 e il 20 per cento i volumi registrati nel 2023, eppure i danni complessivamente risultano minori. Qualora tale dato fosse confermato, rappresenterebbe una dimostrazione concreta di come la manutenzione ordinaria, gli interventi di messa in sicurezza, la rimozione dei materiali alluvionali e le opere di stabilizzazione dei corsi d’acqua possano esercitare un impatto determinante sulla riduzione dei danni.
Di conseguenza, diviene necessario approfondire se nel 2023 situazioni di pericolo già identificate, insufficienze nella manutenzione programmata, realizzazioni di opere non completate oppure interventi inadeguati abbiano contribuito ad amplificare gli effetti delle precipitazioni. Nel caso in cui ciò fosse accertato, la semplice intensità dell’evento meteorologico non potrebbe essere invocata per escludere automaticamente l’esistenza di responsabilità di qualche natura.
La Commissione procederà alla raccolta sistematica di dati, documentazione ufficiale e materiali tecnici di natura specialistica. Non verranno accettate interpretazioni comode dei fatti né formulazioni che assolvano irresponsabilmente le amministrazioni coinvolte. La popolazione dell’Emilia-Romagna ha sopportato un danno di proporzioni significative e merita di conoscere la realtà effettiva dei fatti accaduti.
