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COMUNITÀ VALLAGARINA (TN) * BYPASS FERROVIARIO: “34 OSSERVAZIONI, PER UNA SOLUZIONE CONDIVISA)

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19.01 - lunedì 4 maggio 2026

Le ipotesi di tracciato per il potenziamento della linea ferroviaria presentate da Rfi dovranno essere migliorate grazie al contributo attivo dei territori della Vallagarina. «Le 34 osservazioni che la Comunità di valle ha raccolto, coordinando gli stimoli dei Comuni e apportando in prima persona i propri ragionamenti, perseguono in estrema sintesi due obiettivi principali: salvaguardare i centri abitati e tutelare il territorio, con particolare attenzione alla risorsa idrica». Queste le parole del Presidente della Comunità Alberto Scerbo, che continua: «L’atteggiamento del territorio resta collaborativo e propositivo, ma è indispensabile garantire la tutela delle persone, dell’economia, dell’ambiente, dell’agricoltura e in generale di tutti gli aspetti toccati da un’opera come questa».

La responsabile del servizio Tecnico urbanistico, Sara Sbetti, riassume alcuni dei concetti emersi con maggior forza. «La realizzazione di questo progetto creerà, in senso generale, un nuovo paesaggio, che dovrà essere reso familiare a tutti i portatori di interesse attraverso una progettazione condivisa. Devono essere altrettanto condivisi tutti i dati relativi alla salute, al territorio, alla tutela idrogeologica. Fondamentale è applicare il principio di precauzione. Pensiamo ad esempio che il cambiamento climatico sta mutando già di per sé molti aspetti della vita e dell’ambiente, a una velocità che non era prevedibile fino a poco tempo fa. Questo porta con sé la difficoltà di non poter contare su modelli e proiezioni certe e, dunque, spinge con maggior forza nella direzione di attuare una progettazione più cautelativa possibile nei confronti del territorio e dei residenti.

Delle osservazioni raccolte e sistematizzate nel documento approvato oggi, abbiamo potuto notare come molte argomentazioni si confermino, pressoché identiche, su diversi territori: segno di una sensibilità unanime su molti dei temi più importanti».

In estrema sintesi: rispetto alle soluzioni 1, 2 e 3 dovranno essere necessariamente messe in campo ulteriori e nuove soluzioni, fino a trovare la “soluzione ottima”, considerando anche la “soluzione 0”: quella che ipotizza di non realizzare affatto il progetto. Tale ipotesi va posta come punto di riferimento (baseline) per giustificare la necessità dell’intervento stesso e, quindi, confrontarla rispetto a tutte le altre proposte.

Le osservazioni riportate nel documento vengono poste in relazione alla soluzione 3: anch’essa da rivedere ma considerata da Rfi, al momento attuale, la migliore. Essa prevede la realizzazione di una infrastruttura ferroviaria a doppio binario, con sviluppo prevalentemente in sotterraneo, che si innesta sulla linea ferroviaria esistente a sud di Rovereto, bypassando in galleria il centro abitato e il territorio dei Comuni di Volano, Nomi, Calliano e Besenello, e ritornando in superficie in località Acquaviva, dove è poi previsto il raccordo alla linea esistente e alla futura circonvallazione ferroviaria di Trento. A sud, l’imbocco della galleria interessa l’area di Marco, dove sono previste alcune modifiche alla linea esistente e la realizzazione di un sito di movimentazione necessario per la regolazione del traffico ferroviario.

La Comunità della Vallagarina ha quindi preso visione della documentazione presentata e ha condotto un’istruttoria multidisciplinare e integrata dal confronto tecnico con il Comune di Rovereto. Quest’ultimo ha predisposto una corposa e articolata relazione istruttoria, che sarà allegata – insieme agli altri contributi pervenuti dai Comuni – alle osservazioni di propria competenza.

Alle osservazioni presentate, Rfi darà riposta entro il mese di luglio.

COMUNITÀ DELLA VALLAGARINA

34 osservazioni per una soluzione condivisa

Ai rilievi della Vallagarina, Rfi darà riposta entro luglio.

Le ipotesi di tracciato per il potenziamento della linea ferroviaria presentate da Rfi dovranno essere migliorate grazie al contributo attivo dei territori della Vallagarina. «Le 34 osservazioni che la Comunità di valle ha raccolto, coordinando gli stimoli dei Comuni e apportando in prima persona i propri ragionamenti, perseguono in estrema sintesi due obiettivi principali: salvaguardare i centri abitati e tutelare il territorio, con particolare attenzione alla risorsa idrica». Queste le parole del Presidente della Comunità Alberto Scerbo, che continua: «L’atteggiamento del territorio resta collaborativo e propositivo, ma è indispensabile garantire la tutela delle persone, dell’economia, dell’ambiente, dell’agricoltura e in generale di tutti gli aspetti toccati da un’opera come questa».

La responsabile del servizio Tecnico urbanistico, Sara Sbetti, riassume alcuni dei concetti emersi con maggior forza. «La realizzazione di questo progetto creerà, in senso generale, un nuovo paesaggio, che dovrà essere reso familiare a tutti i portatori di interesse attraverso una progettazione condivisa. Devono essere altrettanto condivisi tutti i dati relativi alla salute, al territorio, alla tutela idrogeologica. Fondamentale è applicare il principio di precauzione. Pensiamo ad esempio che il cambiamento climatico sta mutando già di per sé molti aspetti della vita e dell’ambiente, a una velocità che non era prevedibile fino a poco tempo fa. Questo porta con sé la difficoltà di non poter contare su modelli e proiezioni certe e, dunque, spinge con maggior forza nella direzione di attuare una progettazione più cautelativa possibile nei confronti del territorio e dei residenti.

Delle osservazioni raccolte e sistematizzate nel documento approvato oggi, abbiamo potuto notare come molte argomentazioni si confermino, pressoché identiche, su diversi territori: segno di una sensibilità unanime su molti dei temi più importanti».

In estrema sintesi: rispetto alle soluzioni 1, 2 e 3 dovranno essere necessariamente messe in campo ulteriori e nuove soluzioni, fino a trovare la “soluzione ottima”, considerando anche la “soluzione 0”: quella che ipotizza di non realizzare affatto il progetto. Tale ipotesi va posta come punto di riferimento (baseline) per giustificare la necessità dell’intervento stesso e, quindi, confrontarla rispetto a tutte le altre proposte.

Le osservazioni riportate nel documento vengono poste in relazione alla soluzione 3: anch’essa da rivedere ma considerata da Rfi, al momento attuale, la migliore. Essa prevede la realizzazione di una infrastruttura ferroviaria a doppio binario, con sviluppo prevalentemente in sotterraneo, che si innesta sulla linea ferroviaria esistente a sud di Rovereto, bypassando in galleria il centro abitato e il territorio dei Comuni di Volano, Nomi, Calliano e Besenello, e ritornando in superficie in località Acquaviva, dove è poi previsto il raccordo alla linea esistente e alla futura circonvallazione ferroviaria di Trento. A sud, l’imbocco della galleria interessa l’area di Marco, dove sono previste alcune modifiche alla linea esistente e la realizzazione di un sito di movimentazione necessario per la regolazione del traffico ferroviario.

La Comunità della Vallagarina ha quindi preso visione della documentazione presentata e ha condotto un’istruttoria multidisciplinare e integrata dal confronto tecnico con il Comune di Rovereto. Quest’ultimo ha predisposto una corposa e articolata relazione istruttoria, che sarà allegata – insieme agli altri contributi pervenuti dai Comuni – alle osservazioni di propria competenza.

Alle osservazioni presentate, Rfi darà riposta entro il mese di luglio.

OSSERVAZIONI afferenti la sostenibilità TECNICO-ECONOMICA

OSSERVAZIONE N. 1

Richiesta di una soluzione alternativa che escluda interferenze nei tratti di maggior prossimità con i centri abitati (in particolare la frazione di Marco e di Serravalle di Ala).

L’osservazione si riferisce alla necessità di presentare la valutazione di una o più soluzioni alternative di tracciato (“Soluzione 4”, “Soluzione 5”, “Soluzione 6”, …) che assicurino la minore interferenza possibile con gli abitati posti agli sbocchi della galleria, ritenendola fortemente impattante per il contesto abitato. Gli effetti negativi vengono ricondotti principalmente all’aumento di rumore, vibrazioni e alterazioni del paesaggio, con ricadute dirette sulla qualità della vita dei residenti. Viene inoltre sottolineata la presenza contemporanea di più infrastrutture, che contribuiscono a un effetto cumulativo degli impatti. Alla luce di ciò si richiama il principio di precauzione, soprattutto in relazione alla tutela della salute pubblica. Si chiede quindi una maggiore protezione del territorio, prefigurando il prolungamento dei tratti in interrato o l’allontanamento dai centri abitati.

OSSERVAZIONE N. 2

Integrazione dell’analisi multicriteriale con introduzione di una soluzione alternativa.

Si ritiene che il ventaglio di alternative progettuali analizzate non sia sufficientemente ampio per garantire una valutazione completa. Le tre soluzioni presentate non approfondiscono adeguatamente una possibile configurazione con riduzione degli impatti in particolare nella zona di Marco, di Serravalle, di Acquaviva. Per questo motivo viene proposta l’introduzione di una o più ulteriori alternative progettuali riferibili sia alle tratte poste a sud di Rovereto, sia al tratto in galleria a nord nel territorio di Calliano e Besenello e all’uscita in superficie a nord di Besenello. Tali soluzioni dovrebbero essere studiate con l’obiettivo di ridurre gli impatti ambientali e sociali complessivi. È richiesto che venga valutata secondo gli stessi criteri dell’analisi multicriteriale già applicata. Particolare attenzione dovrebbe essere posta all’equilibrio tra costi, benefici e sostenibilità nel lungo periodo. Si evidenzia inoltre la necessità di considerare con maggiore attenzione le aree di transizione e gli imbocchi delle gallerie per garantire una scelta progettuale più equilibrata e completa.

OSSERVAZIONE N. 3

Approccio metodologico di salvaguardia e non peggioramento degli impatti sul territorio mediante le eventuali alternative proposte.

Il “principio di non peggioramento” comporta che ogni alternativa progettuale debba escludere il peggioramento delle condizioni locali, in base a una valutazione in termini di equità territoriale che eviti lo spostamento degli impatti da un’area all’altra. Il territorio deve essere considerato come un sistema unitario e non come somma di porzioni separate. È quindi necessaria una valutazione complessiva e integrata degli effetti. Le scelte progettuali dovrebbero garantire un bilanciamento tra benefici e criticità. Si richiede una maggiore attenzione alla sostenibilità sociale del progetto, per evitare squilibri tra le diverse aree interessate.

OSSERVAZIONE N. 4

Introduzione dell’opzione zero e di scenari di potenziamento della linea esistente nell’analisi multicriteriale.

La valutazione delle tre soluzioni prospettate deve essere integrata, rendendo più completa l’analisi multicriteriale, ampliando le alternative considerate e introducendo in modo esplicito la cosiddetta “opzione zero”, cioè il mantenimento della linea ferroviaria esistente con eventuali interventi di potenziamento. Questo scenario è fondamentale perché costituisce il riferimento di base per confrontare in modo chiaro gli effetti delle altre soluzioni.

In particolare, si sottolinea l’importanza di dare evidenza della valutazione compiuta in merito allo scenario trasportistico esistente al fine di basare le scelte progettuali su dati reali relativi alla capacità e all’utilizzo dell’infrastruttura, a monte di qualsiasi ipotesi di integrazione e implementazione del sistema.

Si sottolinea inoltre l’importanza di approfondire in base a dati di utilizzo sia la capacità reale della linea attuale sia le dinamiche del traffico merci, per valutare in modo realistico le possibilità di trasferimento modale. Allo stesso tempo, l’analisi deve chiarire se l’infrastruttura esistente sia in grado di sostenere tali livelli di traffico senza generare impatti insostenibili sui territori attraversati. Nel complesso, si chiede un approccio più articolato, trasparente e graduale, capace di mettere a confronto in modo rigoroso lo stato attuale, gli interventi di miglioramento e le nuove soluzioni infrastrutturali, così da supportare decisioni più consapevoli.

OSSERVAZIONE N. 5

Necessità di coordinamento e omogeneità progettuale tra i lotti funzionali (lotto 3B e lotto 6) nell’ambito del corridoio scandinavo-mediterraneo

Deve essere garantito il coordinamento tra i diversi lotti progettuali dell’intervento. In particolare viene richiamata l’importanza dell’integrazione tra il Lotto 3B e il Lotto 6, nonché esplicitati gli aspetti di connessione con il Lotto 3A che interessa il territorio del Comune di Trento, escludendo il rischio di incongruenze tra le diverse fasi realizzative.

Si richiede quindi un approfondimento in merito alla pianificazione complessiva dell’intero corridoio infrastrutturale, assicurando continuità progettuale lungo tutto il tracciato e garantendo coerenza e funzionalità dell’intero sistema ferroviario. Tale approfondimento dovrà necessariamente approfondire anche lo scenario sotteso all’attivazione contemporanea dei cantieri Lotto 3A e Lotto 3B, che prefigura una profondissima alterazione dell’assetto di fondovalle, per un lungo periodo, sotto il profilo paesaggistico, logistico, viabilistico, e in generale di qualità della vita.

A tal proposito preme evidenziare la situazione di criticità che si configurerebbe nel caso in cui tali opere fossero condotte in contemporanea: per circa un decennio l’intera Valle dell’Adige potrebbe trasformarsi in un cantiere a cielo aperto, con evidenti ripercussioni viabilistiche, paesaggistiche, di inquinamento acustico, di impoverimento della qualità dell’aria, influenzando in maniera sostanziale la vita dei residenti.

Come richiamato anche in altre specifiche osservazioni, suscita preoccupazione il conseguente impatto dato dal traffico di veicoli pesanti e mezzi di cantiere, in considerazione del fatto che le infrastrutture stradali presenti sul territorio – già soggette a forti criticità quotidiane – risultino sottodimensionate per affrontare l’ulteriore carico conseguente all’intervento “Lotto 3B”, e del tutto inadeguate nel caso in cui si configurasse la concomitanza dei cantieri “Lotto 3A” e “Lotto 3B”. Entrando maggiormente nel merito del progetto di cantierizzazione prospettato, si evidenzia come in località Acquaviva siano già presenti numerose aree di stoccaggio materiali: si valuti quindi la possibilità di mantenere attive solo le aree già previste per lo stoccaggio materiali del Lotto 3A, rinviando le lavorazioni sul Lotto 3B a chiusura delle operazioni previste sul Lotto 3A.

OSSERVAZIONE N. 6

Necessità di coordinamento e omogeneità progettuale rispetto agli altri progetti infrastrutturali che interessano il territorio della Vallagarina

Richiamando necessariamente il concetto di “limite alla pressione infrastrutturale” del territorio, si richiede la valutazione della compresenza dell’opera in oggetto con altri scenari progettuali ricadenti sul territorio, in primis la realizzazione del tratto autostradale A31 “Valdastico nord”, da molti anni oggetto di interlocuzione e di richieste di approfondimenti. Evidenziando che tale progetto si porrebbe in conflitto con gli altri scenari di realizzazione della Circonvallazione di Rovereto, si richiede una valutazione specifica di tale interferenza, a cui la documentazione proposta non fa cenno.

A tal proposito gli enti del territorio esprimono forte perplessità rispetto alla capacità di sostenere, per un territorio già potentemente infrastrutturato e occupato da molte vie di comunicazione (autostrada A22, strade statali, strade provinciali, strade comunali, ciclovie, fiume Adige e ferrovia), sia il progetto della Circonvallazione sia quello della Valdastico.

Si richiamano inoltre altre interferenze con opere programmate inerenti il sistema viabilistico locale (progetto di interramento della SS12 tra il Comune di Volano e il Comune di Rovereto), anch’esse da considerare nella matrice di valutazione delle complessità introdotte dall’intervento Lotto 3B.

Si richiede quindi un quadro complessivo che consideri l’intero sistema di nuove infrastrutture, da porre in reciproca sinergia o quantomeno in reciproca coesistenza, e soprattutto il peso sul territorio generato dalla sovrapposizione di tali scenari.

OSSERVAZIONE N. 7

Necessità di definire misure compensative materiali e immateriali per gli abitati interessati dalle esternalità negative di maggiore impatto.

Si esige l’introduzione di adeguate misure compensative per gli abitati interessati dalle maggiori interferenze con le opere, in considerazione degli impatti previsti. Tali compensazioni dovrebbero essere sia di tipo materiale che immateriale, proporzionate all’entità degli impatti subiti, e finalizzate a migliorare la qualità della vita della popolazione locale, che dovrà essere coinvolta nelle scelte. Si richiede una definizione chiara e trasparente dei criteri di compensazione, da definire già in fase progettuale come parte integrante della documentazione, con l’obiettivo di garantire equità territoriale e accettabilità sociale del progetto.

OSSERVAZIONE N. 8

Impatti vibrazionali, subsidenza indotta e necessità di una carta della sensibilità strutturale degli edifici lungo il tracciato della galleria ferroviaria.

Si segnalano possibili criticità legate alla produzione di vibrazioni e ai fenomeni di subsidenza connessi alle attività di scavo. Tali effetti potrebbero comportare danni agli edifici presenti lungo il tracciato. Si richiede la predisposizione di una mappa di vulnerabilità strutturale, e l’attivazione di un sistema di monitoraggio continuo durante tutte le fasi dei lavori, con l’eventuale coinvolgimento di enti tecnici specializzati per le verifiche, con particolare attenzione alla sicurezza del patrimonio edilizio.

OSSERVAZIONE N. 9

Impatti della cantierizzazione sulla viabilità locale e necessità di adeguate compensazioni per il ripristino del manto stradale

Si richiede una pianificazione dettagliata della gestione del traffico, prevedendo misure efficaci di mitigazione degli impatti, con particolare attenzione alla sicurezza stradale durante i lavori, in particolare pianificando percorsi dedicati per i mezzi pesanti per ridurre le interferenze con la viabilità ordinaria.

Si suggerisce anche di valutare un sistema di percorsi alternativi per ridurre le interferenze, garantendo in ogni caso l’accessibilità alle aree abitate e ai servizi e limitando i disagi per residenti e attività economiche.

OSSERVAZIONE N. 10

Valutazione comparativa degli impatti acustici e dei benefici trasportistici derivanti dalla nuova circonvallazione ferroviaria

Si richiede una valutazione rigorosa del rapporto tra benefici attesi dall’opera e impatti acustici generati sul territorio, posto che il rumore derivante dal traffico ferroviario rappresenta una delle principali criticità percepite dalla popolazione residente lungo il tracciato. Tale analisi costi-benefici dovrebbe essere esplicitata in maniera trasparente e verificabile, considerando sia gli aspetti trasportistici, sia quelli legati alla qualità della vita. Si sottolinea l’importanza di una quantificazione oggettiva degli impatti acustici. L’opera viene ritenuta giustificata solo in presenza di un saldo positivo complessivo per garantire una valutazione equilibrata tra sviluppo e vivibilità.

OSSERVAZIONE N. 11

Istituzione di un tavolo permanente di confronto (osservatorio) con il territorio

Si propone l’istituzione, fin da queste prime fase del procedimento, di un osservatorio permanente di confronto tra soggetti istituzionali, tecnici e comunità locale, favorendo la partecipazione dei cittadini, con la funzione di seguire tutte le fasi di sviluppo del progetto. L’obiettivo è garantire trasparenza e continuità nel dialogo con il territorio, individuando tempestivamente le criticità e la loro gestione condivisa.

Si auspica che la costituzione dell’Osservatorio avvenga nell’imminente futuro e che la sua composizione, competenze e modalità operative, prevedano il coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali del territorio coinvolto, tecnici indipendenti e rappresentanti del territorio, espressione di conoscenze multidisciplinari e di familiarità con i luoghi interessati dall’opera.

A tal proposito, la Comunità della Vallagarina si propone come soggetto coordinatore e attivatore in relazione alle proprie competenze territoriali, programmatorie e pianificatorie.

OSSERVAZIONE N. 12

Gestione, prevenzione e monitoraggio delle emissioni polverose derivanti dalle attività di cantiere

Si richiede la predisposizione di un piano specifico di gestione delle polveri derivanti dall’attività di cantiere, prevedendo misure preventive e sistemi di abbattimento efficaci, e garantendo un monitoraggio costante durante tutte le fasi dei lavori. Particolare importanza viene attribuita alla trasparenza delle informazioni verso la popolazione, sul tema della tutela della salute pubblica da perseguire mediante l’utilizzo di tecnologie adeguate di mitigazione.

OSSERVAZIONE N. 13

Dinamica trasportistica delle merci nel territorio della Vallagarina e impatti sui territori comunali interessati dalle opere

Posto che la nuova infrastruttura potrà modificare in modo significativo le dinamiche logistiche esistenti, pur riconoscendo in via generale i potenziali benefici legati al  potenziamento del traffico su rotaia, si sottolinea anche la necessità di valutare attentamente gli impatti locali, mediante un’analisi trasportistica più approfondita e dettagliata, definendo un chiaro bilancio tra sviluppo economico e sostenibilità.

OSSERVAZIONE N. 14

Problematiche geologiche e idrogeologiche connesse agli scavi in galleria – collaborazione con i soggetti competenti operanti sul territorio e a livello provinciale.

Tra i potenziali rischi geologici e idrogeologici connessi agli scavi in sotterraneo sono comprese le possibili interferenze con le falde acquifere e con la stabilità dei terreni. Si richiede l’esecuzione e la condivisione di studi geologici e idrogeologici approfonditi, con particolare attenzione al sistema delle risorse idriche, pianificando un sistema di monitoraggio continuo durante i lavori. Considerato che la prevenzione dei fenomeni critici è fondamentale, si propone il coinvolgimento di enti scientifici specializzati.

A tal proposito, si richiamano gli approfondimenti condotti dalle amministrazioni locali in materia di tutela idrogeologica e ambientale, in particolare inerenti il versante montano, che dovranno essere integrati e aggiornati costantemente, superando l’uso di dati documentali esistenti per prevederne di specifici e aggiornati, validando scientificamente le matrici di valutazione e analizzando scenari di lungo periodo rispetto alla durabilità delle opere e del loro rapporto con il territorio.

Le falde acquifere presenti nel territorio dei Comuni di Besenello, Calliano, Mori, Nomi,  Rovereto e Volano rappresentano infatti ingenti riserve d’acqua sotterranee stabili e affidabili, componenti essenziali del sistema irriguo, che contribuiscono alla stabilità ecologica e idrologica dell’area. A esse fa riferimento la produttività agricola dell’intero fondovalle, componente socio-economico di fondamentale rilevanza per il territorio, date la vocazione storica e la connotazione fortemente agricola dell’economia locale, in particolare dell’Alta Vallagarina. Posta l’interferenza dell’opera con le predette falde, e le possibili ripercussioni sulle riserve d’acqua sotterranee, si esprime fin da ora l’impossibile condivisione, da parte della Comunità, rispetto a scelte progettuali che possano compromettere il sistema delle risorse idriche locale.

OSSERVAZIONE N. 15

Valutazioni sul transito di merci pericolose sulla nuova infrastruttura ferroviaria

Siano valutati con attenzione, rendendo fruibili gli esiti dell’analisi, i rischi associati a eventuali incidenti connessi al transito di materiali pericolosi sulla nuova infrastruttura ferroviaria, analizzando scenari di emergenza e relative conseguenze sul territorio, predisponendo misure preventive adeguate e garantendo elevati standard di sicurezza per la popolazione.

OSSERVAZIONE N. 16

Coerenza delle opere con gli strumenti urbanistici dei Comuni della Vallagarina

Il progetto ferroviario ricadrà su un territorio disciplinato sia dal Piano territoriale della Comunità, sia dagli strumenti urbanistici comunali.

Dovranno essere condivisi i temi di rilevanza urbanistica e di tutela del paesaggio e dell’ambiente che avranno ricadute in termini di pianificazione subordinata, assicurando la condivisione di dati territoriali, e rispettando le competenze degli enti territoriali nella pianificazione di dettaglio del sistema insediativo e dei contenuti ambientali.

Qualora sussistano difformità tra le previsioni di intervento e i contenuti urbanistici, queste dovrebbero essere adeguatamente motivate.

A fronte di una necessaria riflessione rispetto agli strumenti urbanistici locali, un aspetto a cui assegnare priorità assoluta è la compresenza delle gallerie di progetto con gli abitati consolidati (Besenello in particolare): a fronte della motivazione dell’esclusione di un tracciato che eviti del tutto l’interferenza con le aree già insediate, si richiede che sia monitorato puntualmente eventuale danneggiamento degli edifici, sia in fase di cantiere, sia programmando le attività di manutenzione delle gallerie post operam.

OSSERVAZIONI afferenti la sostenibilità AMBIENTALE

OSSERVAZIONE N. 17

Tutela assoluta delle risorse idriche

Si richiedono soluzioni progettuali che garantiscano tutela assoluta delle acque, considerato che le risorse idriche rappresentano bene primario e non negoziabile, da preservare totalmente, a favore dei residenti attuali e futuri, soprattutto in un’epoca caratterizzata da mutamenti climatici e da generale impoverimento dei beni idrici. L’obiettivo deve essere quello di escludere qualsiasi rischio per gli acquiferi, le falde e le sorgenti: in particolare si fa riferimento alle sorgenti di Acquaviva (che alimentano l’acquedotto comunale di Besenello e quello di Trento e, potenzialmente, l’intera Val d’Adige e la Vallagarina), alle venute d’acqua del versante della Vigolana (uno dei bacini idrici più importanti del Trentino), alla rete acquedottistica comunale, al sistema di pozzi che servono le superfici agricole per uso irriguo e colturale. Si richiede che sia esclusa in via assoluta la progettazione di tracciati in prossimità delle zone di captazione, monitorando costantemente la situazione considerando la natura dinamica delle aree di salvaguardia.  

Si evidenzia che il DocFPA presentato risulta particolarmente lacunoso rispetto alla necessaria analisi puntuale dello stato attuale e in merito alla proposta di dispositivi di prevenzione di effetti negativi (inquinamento e impoverimento delle falde acquifere).

In tale ragionamento, deve essere considerato inoltre il progetto in essere di interconnessione dell’acquedotto di Trento e Rovereto, (cd. “Acquedotto di fondovalle), che si propone di ottimizzare la gestione delle reti in termini di affidabilità del servizio e di continuità dell’approvvigionamento.

Gli interventi di natura geologica e idrogeologica proposti sono stati giustificati richiamando una documentazione posta in disponibilità, ma senza le necessarie analisi, condizione questa necessaria per esprimere una garanzia di sicurezza e per escludere in via assoluta l’interferenza con fonti di approvvigionamento idrico o sorgenti, in particolare nella zona in corrispondenza dell’imbocco nord della Circonvallazione di Rovereto, dove in assenza di analisi puntuali non può essere esclusa la preziosa presenza di sorgenti di acqua potabile da preservare necessariamente.

OSSERVAZIONE N. 18

Interferenza dell’opera con le fasce di rispetto idrico dei pozzi di presa

Il terzo tracciato, che viene presentato come preferibile secondo l’analisi multicriteria contenuta nel DocFAP, ipotizza un passaggio delle gallerie in corrispondenza dell’area che compresa tra i pozzi di approvvigionamento idrico di Calliano e di Besenello, escludendo interferenze tra il tracciato e le fasce di rispetto idrico dei pozzi di presa.

Al riguardo le amministrazioni comunali interessate rappresentano la necessità di assicurare un livello di attenzione massimo, posta la natura dinamica delle aree di salvaguardia, che non corrispondono a geometrie certe e immutabili, ma si configurano come bacini dal confine fluido, sia per estensione che per forma.

Si deve quindi escludere in maniera certa la prossimità dell’opera a tali aree, richiamando anche a tal proposito il principio di tutela assoluta e di precauzione evocato per Acquaviva. La nuova infrastruttura, sia nell’immediato nella fase di cantierizzazione, sia in prospettiva come presenza consolidata sul territorio, sarà sottoposta a dinamiche non facilmente controllabili nel tempo, e non prefigurabili con certezza nell’attuale fase di progettazione, rendendo difficilmente credibile la garanzia della totale impermeabilità delle gallerie e, in conseguenza, l’esclusione di conseguenze negative per i pozzi e in generale per il sistema di riserva d’acqua.

OSSERVAZIONE N. 19

Immanenza del principio di precauzione e di cautela nella fase autorizzativa e nelle valutazioni di impatto ambientale dell’opera

Il sopra richiamato “principio di precauzione” deve porsi come criterio guida nella progettazione e realizzazione dell’opera, trovando prioritaria applicazione in presenza di incertezze scientifiche o tecniche, al fine di assicurare la tutela della salute pubblica e dell’ambiente. La valutazione rigorosa e preventiva dei possibili rischi impone un approccio prudenziale nelle decisioni progettuali, evitando la sottovalutazione degli impatti potenziali in tutte le fasi del progetto.

OSSERVAZIONE N. 20

Consumo di suolo e valenza territoriale nel contesto della Vallagarina

Il progetto comporta un consumo significativo di suolo, in particolare nel fondovalle, area già fortemente infrastrutturata. Come evidenziato dall’articolo 18 della Legge provinciale per il governo del territorio n. 15/2015, il suolo rappresenta una risorsa limitata e non rinnovabile, il cui utilizzo deve essere condotto a circostanze non delocalizzabili, urgenti, e in cui sia evidente in maniera l’interesse pubblico. Con particolare riferimento alle superfici agricole e alle aree di tutela ambientale, si richiede quindi la limitazione dell’occupazione di suolo, privilegiando soluzioni progettuali non invasive e valutando puntualmente l’impossibilità di localizzare le opere in ambiti con destinazione insediativa consolidata, nell’ottica di una rivalorizzazione e di una riqualificazione territoriale.

OSSERVAZIONE N. 21

Mitigazione dell’impatto acustico, integrazione paesaggistica dell’infrastruttura e misure di compensazione territoriale negli ambiti maggiormente coinvolti nelle nuove infrastrutture

In merito agli effetti dell’infrastruttura sul piano acustico e paesaggistico, si richiede la previsione di misure efficaci per la mitigazione del rumore ferroviario, mediante barriere antirumore dimensionate ed efficaci, e allo stesso tempo oggetto di valutazione di inserimento paesaggistico pensato e coerente la qualità percettiva del territorio, con l’obiettivo di integrare funzionalità e tutela del paesaggio. Le opere costruite non dovranno essere lette come presenza da mitigare con interventi postumi, ma dovranno essere progettate con l’intenzione di assicurare qualità architettonica e paesaggistica a monte, come nuovo “strato” di paesaggio che si compone e si integra con il paesaggio preesistente e circostanti.

OSSERVAZIONE N. 22

Tutela del sistema ambientale della Vallagarina, ricostituzione paesaggistica degli imbocchi della galleria e salvaguardia delle emergenze naturalistiche e territoriali (invarianti del Piano urbanistico provinciale)

Si evidenzia la particolare rilevanza ambientale e naturalistica della Vallagarina, che presenta diffuso valore ecosistemico e paesaggistico riconosciuto come tale dalla Carta del Paesaggio del Piano Urbanistico provinciale e caratterizzato da molti elementi considerati “Invarianti” dallo stesso PUP (Elementi geologici e geomorfologici, Beni archeologici rappresentativi e altre aree di interesse archeologico, Beni architettonici e artistici rappresentativi, Beni ambientali, Siti e zone della rete europea “Natura 2000”, Riserve naturali provinciali, sistema delle aree agricole di pregio), che li disciplina all’articolo 11 delle proprie norme di attuazione.  

Il patrimonio agricolo e paesaggistico del territorio rappresentano valori economici, culturali e identitari che meritano protezione assoluta: si ribadisce quindi la necessità di porre in opera necessarie misura di tutela percettiva delle aree di eccellenza paesaggistica, naturalistica e storica-culturale, come l’ambito compreso tra Castel Beseno e Castel Pietra, il biotopo del Taio di Nomi e la zona dei Lavini di Marco.

A tal proposito si evidenzia la particolare criticità rappresentata dalla localizzazione, nei pressi di Castel Pietra, sul territorio comunale di Calliano, ella stazione di pompaggio per lo smaltimento delle acque in galleria, in totale sfregio e del tutto incompatibile con il valore storico, architettonico, ambientale e culturale del Castello, nonché con la disciplina paesaggistica dettata dal Piano territoriale della Comunità della Vallagarina che esclude qualsiasi nuova edificazione in corrispondenza del paleo-alveo del fiume Adige, che rimane come traccia morfologica e percepibile in tale ambito paesaggistico.

Si richiede quindi un approfondimento attento rispetto alle implicazioni paesaggistiche dell’opera, in direzione della massima tutela del sistema naturale, culturale, storico, insediativo interessato dall’opera, in particolare in corrispondenza delle aree in prossimità degli imbocchi, evitando alterazioni irreversibili del contesto ambientale e prevedendo interventi di ricostituzione paesaggistica anche nel progettare i nodi di interferenza tra la nuova infrastruttura e la rete di viabilità ferroviaria e stradale esistente.

OSSERVAZIONE N. 23

Sistema di monitoraggio ambientale continuo

Sia attivato un sistema strutturato di monitoraggio ambientale permanente, che copra le principali matrici ambientali (aria, acqua, suolo e rumore), da assicurare prima, durante e dopo la realizzazione dell’opera, garantendo la trasparenza e la pubblica accessibilità dei dati. L’obiettivo è un controllo costante degli impatti effettivi, intervenendo tempestivamente in caso di criticità.

OSSERVAZIONE N. 24

Gestione e utilizzo delle terre e rocce da scavo

L’osservazione riguarda la necessità di una rigorosa gestione delle terre e rocce da scavo, considerate una delle principali criticità del progetto, posto che le quantità previste risultano elevate e richiedono una pianificazione accurata in termini di localizzazione, che deve essere condivisa con gli enti del territorio. Si richiede un piano dettagliato per la gestione, il trasporto e lo smaltimento dei materiali, favorendo il riutilizzo delle terre ove possibile e limitando in ogni caso gli impatti logistici e ambientali del trasporto.

OSSERVAZIONE N. 25

Impatti microclimatici e alterazioni del contesto paesaggistico derivanti dalle attività di cantiere e deposito materiali

Le attività di cantiere e le infrastrutture previste potrebbero generare alterazioni del microclima locale (variazioni di temperatura, ventilazione e qualità dell’aria, impatto sul comfort ambientale delle aree abitate). È quindi richiesta un’analisi specifica degli effetti microclimatici, prevedendo misure di mitigazione adeguate e attivando sistemi di monitoraggio dedicati.

OSSERVAZIONE N. 26

Attenta valutazione e massima limitazione dei depositi temporanei dei materiali di scavo

Si segnala l’impatto significativo dei depositi temporanei di materiali da scavo previsti in alcuni punti del territorio. Tali aree comportano occupazione del suolo e possibili criticità ambientali e paesaggistiche. Si richiede di limitare le superfici destinate a deposito, valutando le soluzioni alternative per individuare la localizzazione con minor impatto percettivo e funzionale sul territorio, programmando puntualmente i cronoprogramma di deposito e smaltimento, posto che le occupazioni temporanee di suolo possono interferire con proprietà e attività locali. A tal fine, siano opportunamente valutate le potenzialità di utilizzo di aree per attività estrattive presenti sul territorio, in relazione alla tipologia di materiale conferibile e alle implicazioni pianificatorie in tal senso. Devono essere previste opportune misure di ripristino, minimizzando i disagi e restituendo le aree con puntualità.

OSSERVAZIONE N. 27

Utilizzo di additivi nello scavo meccanizzato, rischio PFAS e applicazione dei CAM

Si evidenzia il rischio legato all’utilizzo di additivi nello scavo meccanizzato, con particolare attenzione alla possibile presenza di sostanze inquinanti come i PFAS. Si richiede un controllo rigoroso dei materiali utilizzati, applicando i Criteri Ambientali Minimi (CAM) e prevedendo monitoraggi specifici sulle sostanze impiegate. Si sottolinea la necessità di prevenzione di contaminazioni del suolo e delle acque, coerentemente con l’approccio prudenziale sopra richiamato, introducendo fin dalle fasi iniziali protocolli ad hoc che escludano l’impiego del PFAS e di agenti inquinanti, a tutela assoluta della comunità, che dovrà avere accesso costante a dati di monitoraggio ambientale.

OSSERVAZIONE N. 28

Valutazione della localizzazione delle costruzioni fuori terra rispetto alla tutela del suolo agricolo e in generale del paesaggio

La realizzazione delle costruzioni fuori terra connesse con l’infrastruttura comporta un consumo permanente di suolo attualmente inedificato, con una trasformazione irreversibile del territorio. Si richiede la valutazione di localizzazioni alternative, che comportino il minor impatto percettivo possibile. Se dimostrata l’impossibilità di individuare siti di minor impatto paesaggistico, si richiede che le nuove opere siano progettate in termini di sostenibilità complessiva e di qualità paesaggistica e ambientale. Le opere costruite non dovranno essere lette come presenza da mitigare con interventi postumi, ma dovranno essere progettate con l’intenzione di assicurare qualità architettonica e paesaggistica a monte, come nuovo “strato” di paesaggio che si compone e si integra con il paesaggio preesistente e circostanti.

OSSERVAZIONE N. 29

Integrazione paesaggistica e architettonica degli interventi infrastrutturali perseguita non tanto con opere di mitigazione, ma con una progettualità di qualità

Si richiede attenzione all’inserimento architettonico e paesaggistico delle nuove costruzioni. L’infrastruttura deve essere coerente con il contesto esistente, posto che gli impatti visivi saranno rilevanti. Dovranno essere adottate soluzioni progettuali di qualità, come nuovo strato di paesaggio pensato, non tanto in termini di mitigazione delle opere, quanto di integrazione di un nuovo paesaggio su quello consolidato. A tal fine, si auspica un dialogo e un confronto preventivo con i soggetti locali competenti in materia di paesaggio (Servizio Urbanistica e tutela del paesaggio della Provincia, Commissione per la pianificazione territoriale e il paesaggio della Comunità, Comitato provinciale per la qualità architettonica) e con gli Ordini e i collegi professionali (in particolare quello degli Ingegneri, e degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori), per attivare buone pratiche e occasione di confronto culturale.

OSSERVAZIONE N. 30

Interferenze con i corsi d’acqua esistenti

Il tracciato può interferire con corsi d’acqua presenti nel territorio, generando possibili rischi idraulici e ambientali. Si richiede una valutazione idrologica approfondita, per garantire la continuità dei flussi naturali ed evitare impatti sugli ecosistemi acquatici, mediante misure di mitigazione adeguate e particolare attenzione alla sicurezza idraulica, anche in direzione di un monitoraggio futuro, considerata la complessità del reticolo idrografico che interessa sia il fondovalle (con le implicazioni relative anche al tema dell’irrigazione agricola), sia il versante montano, in particolare

OSSERVAZIONE N. 31

Criticità idriche sotterranee e possibili interferenze con le lavorazioni in galleria

Gli scavi, con particolare riferimento all’ambito della zona industriale, possono interferire con le falde idriche sotterranee, determinando una alterazione degli equilibri idrogeologici, con conseguente possibile mobilizzazione degli inquinanti presenti nel sottosuolo. Si richiede uno studio idrogeologico approfondito, e un monitoraggio continuo delle falde e devono essere previste misure preventive. Si sottolinea il rischio di impatti irreversibili e pertanto l’approccio deve essere prudenziale al fine della tutela assoluta delle risorse idriche. A tal fine si richiamano le considerazioni formulate anche per l’osservazione 16

OSSERVAZIONI afferenti la sostenibilità SOCIALE:

OSSERVAZIONE N. 32

Localizzazione, organizzazione e impatti del cantiere base quale area attrezzata destinata ad ospitare le maestranze, il personale tecnico e amministrativo, nonché gli apprestamenti logistici e funzionali a supporto delle attività di cantiere

Il cantiere base può generare impatti significativi sul territorio e sulle comunità locali. Si richiede pertanto una localizzazione attenta, riducendo gli impatti ambientali e sociali e ponderando le interferenze con le aree abitate.

OSSERVAZIONE N. 33

Interferenze tra attività di cantiere e funzioni residenziali: tutela della vivibilità, dell’agibilità, della salubrità e del decoro dell’abitare

Le attività di cantiere possono generare rumore, polveri e traffico con impatti sulle aree residenziali. Si richiede la tutela della salute e del benessere degli abitanti, prevedendo  misure di mitigazione e limitando i disagi nel tempo, per assicurare ai residenti il mantenimento di standard adeguati dei residenti.

OSSERVAZIONE N. 34

Impatti psicologici e socio-comportamentali derivanti dalla realizzazione della circonvallazione ferroviaria sulle comunità residenti negli ambiti direttamente interessati dalle opere

L’opera e le attività connesse incidono sulla percezione del territorio e pertanto è necessario un approccio attento alla dimensione sociale. Si sottolinea in tal senso il valore del benessere collettivo, e degli effetti immateriali, come gli impatti psicologici legati all’incertezza e allo stress della popolazione, pur non quantificabili facilmente.

La qualità della vita, del benessere psicologico e sociale dei residenti assume infatti ruolo di componente importante nelle dinamiche di uso del territorio: oltre al paesaggio fisico, infatti, l’infrastruttura avrà impatto sul tessuto comunitario, e sulla percezione rispetto alla qualità della vita, attivando dinamiche di scelte insediative non prefigurabili.

Categoria news:
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