Di Luca Franceschi
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Un nuovo quadro normativo per contrastare i crimini nel settore agroalimentare è stato finalmente approvato, rispondendo a una necessità sempre più urgente di fronteggiare fenomeni criminali strutturati come le agromafie e l’agropirateria. Questi illeciti movimentano oltre 16 miliardi di euro annui e operano servendosi di strumenti tecnologici sofisticati su scala mondiale. Dinanzi a questa evoluzione del crimine organizzato, il precedente assetto normativo si era dimostrato del tutto insufficiente, con sanzioni spesso inadeguate rispetto ai guadagni illegittimi generati da questi traffici.
La legge rappresenta l’esito di un processo iniziato nel 2015 e concretizzato grazie all’azione del Governo e all’impegno del Ministro dell’Agricoltura. L’approvazione avviene simbolicamente nella giornata dedicata al Made in Italy, segnando il riconoscimento ufficiale dell’agroalimentare italiano quale asset strategico di interesse nazionale.
Il provvedimento introduce nuove fattispecie di reato, tra cui la frode alimentare e il commercio di alimenti accompagnati da indicazioni mendaci. Colpisce pratiche fraudolente come l’italian sounding e l’utilizzo illegittimo dei marchi d’origine, tutelando così l’eccellenza agroalimentare italiana dalla contraffazione.
Per garantire un’applicazione efficace della normativa, viene istituita una Cabina di regia presso il Ministero dell’Agricoltura, incaricata di rafforzare il coordinamento fra le diverse autorità competenti e di migliorare l’efficacia delle verifiche e dei controlli sul territorio.
La riforma rappresenta un intervento organico volto a proteggere tanto le imprese quanto i consumatori, assicurando che i prodotti agroalimentari mantengano gli standard di qualità, sicurezza e autenticità che contraddistinguono il marchio italiano nel mercato globale.
