Di Luca Franceschi
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Massimo Ruspandini, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, interviene sulla crisi del calcio italiano con parole durissime, denunciando quello che definisce un vero e proprio “annientamento di una delle potenze storiche del calcio mondiale”.
Secondo l’esponente di FdI, il danno non è soltanto sportivo ma colpisce l’intera Nazione, sia dal punto di vista dell’immagine internazionale che da quello commerciale. Ruspandini individua le responsabilità in quella che chiama la “dissoluzione di un intero sistema piegato e umiliato da affaristi senza scrupoli”.
Il vicecapogruppo sottolinea come i settori giovanili si trovino in mano a personaggi che definisce “invasati”, mentre lamenta una pratica che ritiene particolarmente dannosa: la preferenza accordata a calciatori stranieri rispetto ai talenti italiani anche nelle categorie inferiori, scelta motivata dal fatto che consente ai procuratori e alle società di ottenere maggiori guadagni.
Ruspandini critica inoltre la “repressione indiscriminata” nei confronti del movimento ultras, sottolineando come siano stati gli ultras e le famiglie dei giovani calciatori a pagare il prezzo più alto negli ultimi anni. Evidenzia come i genitori siano costretti a versare ingenti somme, anche mille euro, per iscrivere i figli alle scuole calcio, dove a soli sette anni viene insegnata “la tattica” anziché gli elementi basilari del gioco.
La conclusione del suo intervento è un appello diretto e perentorio: “Ora tutti a casa. Tutti. Liberate il Calcio Italiano”.
