(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Le testimonianze che si susseguono sulla vicenda del Teatro Due di Parma si rivelano ogni giorno più inquietanti e meritano la massima attenzione. Se quanto raccontato dalle attrici trovasse pieno riscontro, ci troveremmo di fronte a fatti di una gravità estrema, che chiamano in causa non solo singole responsabilità, ma anche il contesto in cui quegli episodi sarebbero maturati”. Lo dichiara Gaetana Russo, deputato di Fratelli d’Italia.
“È doveroso, tuttavia, muoversi con rigore e prudenza, soprattutto in merito ad alcuni passaggi che destano profonda preoccupazione. In particolare – sottolinea la parlamentare – colpisce quanto riferito in merito al presunto rifiuto, da parte di un avvocato del centro antiviolenza, peraltro una donna, di patrocinare la causa. Se questa ricostruzione fosse confermata, saremmo davanti a un fatto gravissimo, che solleva interrogativi sul funzionamento complessivo del sistema di tutela delle vittime”.
“La lotta contro ogni forma di violenza passa anche dalla capacità delle istituzioni di interrogarsi senza tabù. Fermo restando l’intento di non alimentare inutili scontri ideologici, è legittimo domandarsi se esistano condizionamenti culturali o ambientali che finiscono per scoraggiare l’emersione della verità, soprattutto quando le vicende coinvolgono contesti storicamente riconducibili a determinati mondi culturali e politici. È un dubbio che va posto, non per strumentalizzare il dolore, ma per garantire che nessuna vittima resti senza ascolto”, conclude Russo.
