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LAV * TRENTINO – ORSA F36: «TROVATA UCCISA A FUCILATE NEL 2023, IL 9/2 SI COSTITUIRÀ PARTE CIVILE NEL PROCEDIMENTO NEI CONFRONTI DEI CACCIATORI INDAGATI»

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13.11 - venerdì 6 febbraio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Dopo che il GIP del Tribunale di Trento ha riconosciuto le motivazioni con le quali la LAV si era opposta all’archiviazione del procedimento aperto a seguito del rinvenimento del cadavere dell’orsa F36, lunedì 9 febbraio si terrà l’udienza predibattimentale nella quale l’associazione animalista chiederà di costituirsi parte civile contro i due cacciatori trentini rinviati a giudizio che dovranno rispondere per le condotte di bracconaggio e animalicidio.

“Finalmente, dopo avere evitato il rischio di archiviazione del procedimento, potrà essere fatta giustizia sull’uccisione di F36, vittima anche lei del clima d’odio creato ad arte dalla giunta Fugatti nei confronti degli orsi, noi ci costituiremo parte civile per dare ogni contributo possibile perché si giunga alla condanna dei responsabili della morte dell’orsa” dichiara Massimo Vitturi, responsabile Animali Selvatici della LAV.

F36 era un’orsa condannata a morte da Fugatti perché responsabile di avere semplicemente seguito due escursionisti senza alcun contatto. Grazie all’intervento della LAV, il TAR Trentino annullò la condanna a morte, ma Fugatti si premurò di emettere immediatamente un nuovo atto per la cattura e la condanna all’ergastolo dell’orsa.

Successivamente, a settembre 2023 il cadavere di F36 venne rinvenuto in val Bondone. Le conseguenti indagini dei forestali trentini avevano permesso di appurare che l’orsa era stata verosimilmente uccisa da un proiettile esploso da un fucile a canna rigata che aveva sparato da un appostamento di caccia che si trovava a circa 600 metri di distanza, indirizzando subito le indagini verso quattro cacciatori, i cui cellulari e le denunce di uscita per caccia, confermavano la loro presenza in quella zona proprio il 24 settembre 2023, data della morte dell’orsa. Le analisi compiute dall’Istituto zooprofilattico delle Venezie avevano infine permesso di rinvenire tracce di piombo sul corpo dell’animale, confermando così il fatto che F36 era stata uccisa da mano umana.

La denuncia depositata dalla LAV era però destinata all’archiviazione decisa dal PM, senza la pronta e circostanziata opposizione presentata dall’associazione animalista che ha scongiurato l’ipotesi e ora il GIP del Tribunale di Trento accogliendola ha chiesto al PM di formulare l’imputazione a carico dei due cacciatori. Questi, da lunedì prossimo, si troveranno sul banco degli imputati anche perché secondo le ipotesi investigative l’uccisione era stata posta “in essere senza alcuno stato di necessità come le evidenze della posizione dimostravano che l’animale non doveva trovarsi nella posizione di attacco”.

Se inoltre fosse confermato il coinvolgimento dei due cacciatori, sarebbe ancora una volta dimostrato che il loro dichiararsi paladini della tutela della biodiversità è solo uno slogan vuoto di contenuti ma utile a una sorta di green washing a vantaggio di una categoria di cittadini che si diverte ad uccidere animali selvatici per il proprio divertimento.

“Con il nostro ufficio legale siamo già al lavoro per supportare il futuro processo che confidiamo faccia giustizia sull’animalicidio dell’orsa” conclude la LAV.

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