Di Luca Franceschi
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Fratelli d’Italia contesta il doppio standard del Movimento 5 Stelle nel valutare le questioni relative ai messaggi privati dei parlamentari. Secondo Dario Iaia, capogruppo nella Giunta per le autorizzazioni della Camera dei deputati, il M5S continua a mettere in scena quella che definisce una “sceneggiata”, applicando criteri diversi a seconda di chi è coinvolto nelle vicende.
Iaia ricorda che il Movimento 5 Stelle non ha manifestato alcuna preoccupazione quando il senatore Roberto Scarpinato, membro della Commissione parlamentare Antimafia, ha promosso un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale. Scarpinato agì per impedire che la Commissione potesse mettere a disposizione dei suoi componenti le intercettazioni delle sue conversazioni telefoniche e dei messaggi scambiati con l’ex magistrato Gioacchino Natoli, indagato dalla Procura di Caltanissetta per favoreggiamento aggravato dell’associazione mafiosa.
Nel caso che riguarda l’onorevole Del Mastro, invece, le opposizioni hanno allestito quello che Iaia definisce il “solito show mediatico”, omettendo il fatto che l’interessato non è nemmeno sottoposto a indagini. Il deputato di Fratelli d’Italia sottolinea inoltre che le opposizioni ignorano i principi stabiliti dalla Corte costituzionale con la sentenza numero 170 del 2023, pronunciata nel contesto della vicenda Open, che ha ribadito come la messaggistica elettronica costituisca “corrispondenza” secondo gli articoli 15 e 68 della Costituzione, con le relative conseguenze che ne derivano.
Iaia evidenzia come nella vicenda relativa a Renzi e Open, il Parlamento negò l’autorizzazione al sequestro della messaggistica dei parlamentari coinvolti, e sia il Partito Democratico che Alleanza Verdi e Sinistra votarono contro tale sequestro. Per questa ragione, osserva, i principi affermati dalla Corte costituzionale avevano valore allora per le forze di sinistra, mentre oggi sembrerebbero averlo perso.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia conclude affermando che risulta ormai evidente come per le opposizioni le sentenze abbiano valore in base a chi è coinvolto. Quando le decisioni riguardano gli avversari politici, invocano il massimo rigore; quando toccano esponenti delle loro forze scopre improvvisamente il garantismo. Il risultato, sostiene Iaia, rimane costantemente lo stesso: l’applicazione di due pesi e due misure, accompagnate da un moralismo opportunistico.
