Di Luca Franceschi
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Dopo una breve discussione del disegno di legge del Gruppo verde sull’offerta plurilingue supplementare, sospesa allo scadere del tempo dell’opposizione, l’aula è tornata a esaminare il disegno di legge sulla o sul Garante civico, arrivando fino all’articolo 13.
Nella tarda mattinata è proseguito l’esame del disegno di legge provinciale n. 2/23, Scuola plurilingue come offerta supplementare, presentato dai consiglieri Foppa, Oberkofler e Rohrer.
La relazione esplicativa sottolinea l’obiettivo di affiancare all’offerta scolastica esistente una proposta plurilingue laddove vi sia richiesta.
Resta fermo il diritto all’insegnamento nella madrelingua, sancito dall’articolo 19 dello Statuto, per alunne e alunni di madrelingua tedesca e italiana nelle rispettive scuole.
Nel dibattito generale, Alex Ploner (Team K) ha chiarito che non si tratta di contrapporre le lingue né di fare giochi di parte, poiché l’apprendimento di una nuova lingua non fa perdere la propria.
Ha invitato la maggioranza a definire modalità concrete di attuazione, ricordando che da anni vengono enunciati principi senza tradurli nella scuola tedesca, mentre si lascia maggiore autonomia alla scuola italiana.
Ha chiesto se esistano studi che dimostrano un danno per i bambini della scuola dell’infanzia tedesca in presenza di insegnanti italofoni.
Secondo Ploner, le linee guida richiamate dall’assessore Achammer, se lette a fondo, evidenziano posizioni di esperti diverse e valorizzano il ruolo delle educatrici e del contesto ludico nell’apprendimento linguistico.
Quelle stesse linee guida, approvate dalla maggioranza, non sarebbero state attuate, determinando una situazione insoddisfacente nonostante le forti richieste dei genitori, come nel caso della scuola dell’infanzia di Villandro.
Nel frattempo, ha aggiunto, si sostiene il sistema scolastico ladino.
Il Team K sosterrà il disegno di legge.
La trattazione del disegno di legge è stata poi sospesa per il termine del tempo a disposizione dell’opposizione.
Con l’avvio del tempo della maggioranza, l’aula è passata al disegno di legge provinciale n. 67/26, Disciplina della Garante civica/del Garante civico, presentato dai consiglieri Schuler, Pamer, Gennaccaro, Foppa e Rieder.
La relazione illustrativa chiarisce che il testo ridefinisce da zero attività, organizzazione e funzioni del Garante e delle o dei responsabili delle singole aree specialistiche, con l’obiettivo di riunire in un quadro unitario e coerente le diverse aree insediate presso il Consiglio provinciale.
Nella sessione di aprile si erano già svolte la presentazione, la discussione generale e l’avvio della discussione articolata, conclusasi allora fino all’articolo 2.
È stato approvato senza discussione né emendamenti l’articolo 3, relativo alla programmazione dell’attività.
All’articolo 4, dedicato alla relazione annuale sull’attività, un emendamento del presidente Schuler ha previsto che non solo la o il Garante, ma anche le o i responsabili delle aree presentino ogni anno la relazione.
Approvato l’emendamento, l’articolo è stato approvato con 30 sì e 5 astensioni.
All’articolo 5 sui rapporti istituzionali è stato approvato un emendamento sostitutivo proposto da Zeno Oberkofler (Gruppo verde) per invitare anche i rappresentanti dei singoli ambiti nelle commissioni.
L’emendamento è passato con 33 sì.
L’articolo 6, in tema di diritto di accesso e pareri, è stato modificato da un emendamento di Schuler che estende tali prerogative anche alle o ai responsabili delle aree.
Un emendamento analogo di Deeg (SVP) è decaduto dopo l’approvazione dell’emendamento sostitutivo di Schuler, approvato con 35 sì.
L’articolo 7 riguarda il trattamento dei dati personali acquisiti dalla o dal Garante.
Waltraud Deeg (SVP) ha proposto una precisazione per riferirsi espressamente anche ai dati raccolti dalle o dai responsabili delle aree, proposta accolta dal presidente Schuler.
L’emendamento è stato approvato dall’aula e l’articolo è stato quindi approvato con 31 sì, a unanimità.
L’articolo 8 disciplina i requisiti per la candidatura alla carica di Garante.
Deeg ha presentato un emendamento per richiedere un percorso universitario di 5 anni e il superamento dell’esame di abilitazione forense o per la magistratura ordinaria, alla luce delle ampie responsabilità della figura, e ha chiesto chiarimenti sulle diverse durate delle cariche di Garante e responsabili.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha osservato che non dovrebbe essere richiesta esclusivamente una laurea in giurisprudenza, poiché altri corsi di studio risultano oggi pertinenti e già ammessi in vari concorsi pubblici.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha evidenziato però l’importanza della competenza giuridica, soprattutto nei conflitti con la pubblica amministrazione, e ha chiesto perché nel testo sia citata prima la lingua italiana di quella tedesca.
Franz Ploner (Team K) ha richiamato la riforma di Bologna, notando che molti giuristi hanno solo il master, e ha ritenuto adeguato fissare a 4 anni la durata minima degli studi.
Harald Stauder ha rimarcato il valore dell’esperienza professionale quale requisito essenziale e ha messo in guardia dal porre paletti troppo restrittivi che escluderebbero profili competenti.
Sandro Repetto (Partito Democratico) ha chiesto se per gli attuali garanti fossero previsti un percorso di 5 anni e l’esperienza richiesta.
Il primo firmatario Arnold Schuler ha chiarito che la durata dell’incarico è di 6 anni per la o il Garante e di 5 anni per le o i responsabili, e che le nomine non coincidono temporalmente per assicurare continuità, secondo il modello Lombardia.
Le nomine avvengono dopo l’elezione del Consiglio provinciale e le persone in carica restano fino alla nomina dei successori.
I requisiti riprendono quelli già previsti per la nomina della o del difensore civico, che includono un’adeguata esperienza professionale, trattandosi di requisiti base ai quali possono aggiungersi ulteriori titoli.
L’emendamento di Deeg è stato respinto con 2 sì, 25 no e 8 astensioni, e l’articolo 8 è stato approvato con 25 voti, a unanimità.
L’articolo 9, sulla procedura per l’elezione e la nomina della o del Garante, è stato oggetto di due proposte di modifica per mantenere sempre la maggioranza dei due terzi.
Alex Ploner ha presentato un emendamento per prevedere stabilmente la maggioranza qualificata e la ripartenza della procedura in caso di tre votazioni a vuoto.
Un emendamento analogo è stato proposto da Franz Ploner (Team K).
Arnold Schuler ha riconosciuto che il passaggio alla maggioranza semplice non si è rivelato funzionale alla figura e ha sostenuto l’emendamento di Alex Ploner.
L’emendamento è stato approvato con 35 sì e l’articolo 9 è stato approvato a sua volta con 35 sì.
L’articolo 10, sulle cause di ineleggibilità e incompatibilità, è stato approvato senza emendamenti né discussione con 29 sì e 5 astensioni.
Approvati allo stesso modo l’articolo 11, relativo alla procedura per l’accertamento delle cause di ineleggibilità e incompatibilità, con 30 sì e 5 astensioni, e l’articolo 12 su durata in carica e destituzione, con 30 sì e 5 astensioni.
All’articolo 13, che disciplina la procedura per la nomina delle o dei responsabili, sono giunti numerosi emendamenti.
Waltraud Deeg (SVP), segnalando l’esistenza di un possibile vuoto di un anno durante il quale il Garante sarebbe competente per tutte le funzioni, ha proposto che entro 60 giorni dalla nomina la o il Garante avvii la selezione dei singoli responsabili, così da garantire risposte rapide a cittadine e cittadini.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha presentato emendamenti per istituire una Commissione per le nomine, analoga a quella per il regolamento interno, incaricata di audire i candidati ed elaborare una proposta su cui delibera il Consiglio, al fine di rafforzare autonomia e trasparenza.
Harald Stauder (SVP) si è detto favorevole ad alcuni punti degli emendamenti di Foppa, anche per aumentare l’efficienza e tutelare i candidati dopo quanto accaduto l’ultima volta con la presenza delle telecamere, che ha esposto persone e competenze al dibattito mediatico.
Ha ringraziato Foppa per l’emendamento istitutivo della commissione.
Waltraud Deeg (SVP) ha chiesto inoltre di sopprimere il comma 6, che in caso di assenza di candidature attribuiva al Presidente e all’Ufficio di presidenza la facoltà di nomina, ribadendo la necessità di assicurare sempre procedure trasparenti, e ha chiesto chiarimenti sull’inquadramento della o del Garante.
Il presidente Schuler ha ritenuto non coerente il primo emendamento di Deeg, viste le diverse durate degli incarichi di Garante e responsabili, e ha giudicato invece opportuno l’emendamento di Foppa per una commissione che effettui una preselezione da sottoporre alla conferma del Consiglio provinciale, fermo restando che l’insediamento formale spetta all’Ufficio di presidenza.
Ha accolto poi l’emendamento di Deeg per lo stralcio del comma 6.
Sono stati approvati quattro emendamenti di Foppa sulla nomina e il funzionamento della commissione per le nomine, con quello relativo alle procedure adottate dalla commissione votato all’unanimità, e l’emendamento di Deeg per la soppressione del comma 6.
L’articolo 13 è stato approvato con 29 sì e 5 astensioni.
La discussione prosegue nel pomeriggio.

