Di Luca Franceschi
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La vicepresidente del Senato Mariolina Castellone del Movimento 5 Stelle ha rilasciato dichiarazioni durissime sulla situazione lavorativa italiana, commentando il report annuale dell’Inps che definisce “un bollettino di guerra”. Secondo l’esponente pentastellata, i dati confermano quanto il movimento denuncia da tempo, mentre la destra e i suoi sostenitori mediatici continuano a ignorare la realtà, raccontando un Paese che non esiste.
Castellone ha tracciato un parallelo storico significativo: se nel 1861, anno dell’Unità d’Italia, il 70% dei lavoratori operava nel settore agricolo, oggi la stessa percentuale della forza lavoro è concentrata nei servizi, settore in cui circa la metà degli occupati vive in condizioni di povertà. La senatrice non usa mezzi termini nel descrivere la situazione: “L’Italia è un gigante coi piedi di argilla, non si può andare avanti così”.
Le critiche al governo sono nette e dirette. Secondo la vicepresidente del Senato, l’esecutivo si limita a vantarsi della quantità dei posti di lavoro creati, trascurando completamente la qualità dell’occupazione, che dovrebbe tradursi in salari dignitosi e maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro. Nel frattempo, i dati mostrano un aumento esponenziale dei contratti in somministrazione e del numero di inattivi, che hanno raggiunto quota 12,5 milioni.
Particolarmente preoccupante appare il dato sulla produttività, che continua a peggiorare: nel 2024 è diminuita dell’1,9% dopo il già negativo -2,7% registrato nel 2023. Per Castellone questo rappresenta il simbolo di un modello economico basato su un’occupazione più fragile e meno qualificata, che sembra essere gradita al governo. A riprova di ciò, la senatrice ricorda che nella prima Manovra finanziaria l’esecutivo ha reintrodotto e ampliato l’utilizzo dei voucher.
Sul tema cruciale dei salari, la rappresentante del M5S evidenzia come nei principali Paesi europei che hanno già introdotto il salario minimo gli stipendi siano cresciuti, mentre in Italia sono diminuiti, dimostrando l’esistenza concreta del problema. Le previsioni dell’Ocse indicano un’ulteriore riduzione dello 0,9% nel 2027, dato che dovrebbe spingere anche il governo ad abbandonare posizioni ideologiche e prendere consapevolezza della situazione.
Castellone boccia senza appello il “salario giusto” proposto dall’esecutivo, definendolo un modo per gettare fumo negli occhi degli italiani senza risolvere realmente il problema. Secondo la vicepresidente del Senato, l’esempio tedesco dimostra che la contrattazione collettiva e il salario minimo possono coesistere senza problemi.
La chiusura dell’intervento è un impegno programmatico preciso: per il Movimento 5 Stelle l’introduzione del salario minimo rappresenta un’assoluta priorità. Quando torneranno al governo, assicura Castellone, questa sarà la prima misura che verrà varata per restituire dignità al lavoro e potere d’acquisto ai cittadini italiani.
