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CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO: «LAVORI CONSIGLIO: PROTEZIONE DEGLI ANIMALI, EDUCAZIONE AFFETTIVO-SESSUALE»

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18.33 - martedì 13 gennaio 2026

Mozioni di Wir Bürger – Noi Cittadini – Neus Zitadins, Partito Democratico. La seduta di questo pomeriggio è conclusa.

Nel pomeriggio di oggi è iniziata, in Consiglio provinciale a Bolzano, la trattazione delle proposte dell’opposizione. Andreas Colli (Wir Bürger – Noi Cittadini – Neus Zitadins) ha chiesto, coin la mozione n. 192/24: Revisione della legge provinciale 15 maggio 2000, n. 9 “Interventi per la protezione degli animali e prevenzione del randagismo” e del decreto del presidente della Provincia 8 luglio 2013, n. 19 “Regolamento di esecuzione in materia di protezione degli animali”, di impegnare la Giunta provinciale 1. a rivedere tempestivamente la legge provinciale 15 maggio 2000, n. 9 “Interventi per la protezione degli animali e prevenzione del randagismo” e il decreto del presidente della Provincia 8 luglio 2013, n. 19 “Regolamento di esecuzione in materia di protezione degli animali”; 2. ad avviare questo processo di revisione entro il 2026 per concluderlo entro il 2027, per poi approvare la nuova legge e il relativo regolamento di esecuzione; (il consigliere ha ritirato il punto 3.). Colli ha ricordato che la legge è stata approvata 24 anni fa e pertanto è evidente che è superata in alcune sue parti; lo stesso vale per il regolamento di esecuzione, che è stato emanato 13 anni dopo l’entrata in vigore della legge. Ha quindi segnalato di aver percepito da diversi interventi in Consiglio una notevole sensibilità nei confronti degli animali, e che con la revisione della legge e del regolamento d’esecuzione si tutelerebbe meglio il benessere degli animali, per esempio introducendo requisiti minimi per tenere un animale.

Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha ricordato che negli ultimi 25 anni molto era cambiato nell’ambito della tutela degli animali, un tempo ritenuto tema di nicchia e considerato solo da poche persone impegnare: ora c’è maggiore consapevolezza sui diritti degli animali ed è cambiata la sensibilità, ma ancora viene fatto poco per migliorare il trasporto degli animali, e ci sono criticità anche nell’ambito degli animali domestici e di quelli da allevamento, Non basta, però, dire che è necessaria una legge, perché essa può essere buona o meno. Ogni persona eletta in Consiglio può fare una proposta, senza dare carta bianca alla Giunta: nella mozione si dovrebbe almeno indicare un orientamento.

Secondo Franz Ploner (Team K), la legge 9/2000 è effettivamente superata, e bisogna adeguarsi alle direttive europee. Ha ritenuto anche lui che Colli avrebbe potuto presentare un disegno di legge in commissione, senza dare una cambiale in bianco alla Giunta. È necessario migliorare la protezione degli animali, sia quelli domestici che quelli in agricoltura; si tratta però anche di capire come intervenire nei macelli, nel commercio o nel trasporto: una legge dovrebbe affrontare molti aspetti. Ciononostante, avrebbe sostenuto la proposta del consigliere Colli.

Sandro Repetto (Partito Democratico) ha affermato, tra l’altro, che la legge del 2000 è ormai molto datata e che il regolamento di attuazione è entrato in vigore solo molto tempo dopo. Il benessere animale, ha aggiunto, rappresenta una grande responsabilità per l’intera società, e il modo in cui vengono trattati gli animali dice molto di una società. La mozione è molto interessante, ma come già detto da Foppa e Ploner sarebbe stato opportuno presentare un disegno di legge. Allo stesso tempo, si sa quanto sia estremamente difficile portare avanti un’iniziativa del genere in Consiglio provinciale. Comprendeva l’approccio del collega Colli, che sosteneva che qualcosa andava fatto e avrebbe votato a favore, attendendo con interesse le mosse della maggioranza.

Waltraud Deeg (SVP) ha confermato di aver rilevato una maggiore sensibilizzazione, in aula, sul tema degli animali, e ritenuto necessario affrontare il tema di una convivenza corretta con questi esseri viventi. Ci sono molti conflitti di interesse, e sistemi che impattano sul settore; l’agricoltura a livello europeo punta tutto all’economia, e gli allevatori non conoscono certo i loro animali per nome; anche i sistemi di trasporto sono inaccettabili.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ritenuto che anche una mozione fosse uno strumento legittimo per intervenire in Consiglio; ha ricordato una trasferta in Assia dove era stato spiegato che in via di principio nessun documento dell’opposizione veniva approvato – tuttavia, a volte è opportuno segnalare la necessitá di intervenire in un certo ambito. Ha rilevato una grande differenza tra le tante regole che devono rispettare i piccoli contadini e il via libera che viene invece lasciato ai gruppi piú grandi, soprattutto nei trasporti; i contadini sono quelli che piúù si adoperano per gli animali, abbandonati dalla UE se si tratta del lupo. Nella mozione, Colli avrebbe dovuto indicare in che direzione modificare la legge.

Jürgen Wirth Anderlan (JWA) ha rilevato che nelle premesse si sosteneva che anche i piccoli organismi pare soffrano, ma se si sostiene questa posizione allora ci si oppone alla sopravvivenza dei contadini, che devono utilizzare fitofarmaci contro gli insetti. Nella legge nuove non bisogna prevedere, per esempio, di rispettare le mosche.

Madeleine Rohrer (Gruppo verde) ha detto che si mette nel focus centrale della politica anche il benessere degli animali, e ha fatto riferimento all’articolo 4 della legge, che prevede un ricovero per animali anche nella parte occidentale della provincia. In merito, c’è un rimpallo di responsabilità: bisogna fare un passo avanti con una nuova legge.

Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiarito a Deeg che in fatto di trasporti animali bisogna differenziare, considerando il tasporto all#alpeggio effettuato dai contadini.

Franz Locher (SVP) ha chiarito che i contadini a volte sono sovraccaricati di vincoli, pur facendo il possibile per garantire il benessere dei propri animali, cui spesso danno un nome. In quanto ai trasporti, nella UE i soldi giocano un ruolo determinante e vengono stipulati accordi orientati solo al profitto – la carne viene trasportata come merce a basso costo in altre regioni. Sotto Natale erano presenti circa 130.000 turisti, il che rendeva necessari molti alimenti, da produrre in loco; la carne prodotta è ancora troppo poca, mentre i contadini devono rispettare prescrizioni anche assurde, come chiudere la stalla per non far entrare le rondini, il che impedisce anche l’ingresso di aria. Ci vuole il coraggio di adottare delle decisioni.

Harald Stauder (SVP) ha chiarito che mentre qui si segue un approccio europeo, a poche centinaia di km di distanza l’atteggiamento verso gli animali è molto diverso, per via di un differente approccio culturale. Ha quindi ringraziato l’assessore che sta aggiornando la legge, e annunciato accoglimento della mozione di Colli, importante per la consapevolezza. Una società può essere valutata per come tratta gli animali, che non sono oggetti ma esseri viventi.

L’ass. Luis Walcher ha apprezzato i tanti interventi che rilevano come il tema sia di attualità, e aggiunto che tante energie erano investite nel suo Dipartimento per elaborare una nuova legge, perché quella attuale era ormai vecchia. Il suo disegno di legge prevedeva anche la tassa sui cani, di cui si era molto parlato. La Giunta può effettivamente essere impegnata a prendere certe misure, ed è intenzionata a produrre questo disegno di legge entro settembre. Ha quindi accolto la proposta. Andreas Colli ha ringraziato per i tanti interventi, aggiungendo che per produrre una legge accurata e lungimirante c’è bisogno di un apparato che consideri anche la situazione giuridica esistente. La mozione è stata votata per parti separate e approvata: le premesse con 26 sì (unanimità), il punto 1. e il punto 2. ciascuno con 23 sì e 3 astensioni.

(Di seguito, un confronto tra Zimmerhofer e Kompatscher su quanto effettivamente detto nell’ambito della discussione dell’interrogazione sulle aree militari, NdA)

Sandro Repetto (Partito Democratico) ha quindi presentato la mozione n. 334/25: Educazione affettivo-sessuale obbligatoria in tutti i gradi di scuola dell’obbligo e nelle scuole medie di secondo grado, con la quale chiedeva di impegnare la Giunta 1. a promuovere, nel sistema scolastico provinciale, percorsi formativi e sperimentazioni didattiche permanenti in materia di educazione all’affettività, al rispetto, alla parità e al consenso, in collaborazione con i Centri antiviolenza, le associazioni specializzate e le figure professionali competenti; 2. a sostenere la formazione del personale docente e scolastico sui temi della prevenzione della violenza di genere, dell’educazione al rispetto e delle relazioni non violente; 3. a sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza di un approccio educativo condiviso, che non delega la prevenzione alla sola repressione, ma costruisce nel tempo una cultura della responsabilità, dell’uguaglianza e della libertà personale. Repetto evidenziando che In Italia continua a registrarsi una preoccupante frequenza di femminicidi, ha chiarito che tali episodi costituiscono l’esito estremo di dinamiche di controllo, possesso e disparità di potere che si sviluppano nel tempo e che affondano le proprie radici in stereotipi, modelli relazionali distorti e mancanza di educazione al rispetto reciproco. Numerosi studi e ricerche internazionali dimostrano come la prevenzione primaria della violenza di genere passi attraverso una solida educazione all’affettività, al consenso, alla parità e al rispetto fin dall’infanzia e lungo tutto il percorso scolastico: la Provincia, per il proprio Statuto di Autonomia e per la competenza primaria in materia di istruzione e formazione, può e deve farsi promotrice di un modello educativo inclusivo e rispettoso delle pari opportunità. Attraverso la prevenzione bisogna evitare una costruzione mentale di un certo tipo.

Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha sostenuto la mozione, ricordando che lo stesso Frauenmarsch aveva indicato l’educazione come uno dei modi per prevednire violenza sessuale e femminicidi. La violenza sessuale è sempre una questione di potere maschle inteso male, e l’educazione sessuale è uno dei pochi modi per prevenire. L’educazione sessuale è inoltre necessaria per poter vivere una piena consapevolezza della propria sessualità e vitalità. È compito della scuola, e non si tratta affatto di una prematura istigazione alla sessualità; non si limita al sapere biologico, ma riguarda le relazioni e la consapevolezza in senso lato. L’importanza dell’educazione sessuale è evidente se si considera cosa succedeva quando le bambine non sapevano nemmeno cosa fosse il ciclo; essa dovrebbe accompagnare tutta la vita.

La violenza sessuale in Alto Adige è in aumento, sono 132 donne che nel 2024 si sono rivolti ai centri di conslenza, ha detto Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan), rilevando ppoi il numero delle molte iniziative nelle scuole. Avrebbe sostenuto la proposta, ha aggiunto, se fosse stata davvero un efficace mezzo per opporsi alla violenza, ma tramite l’educazione sesuale si possono impedire solo pochi casi, mentre con essa si promuovono anche il cambio di sesso e le sperimentazioni; pertanto, l’avrebbe respinta.

Waltraud Deeg (SVP) ha detto di non condividere l’interpretazione di Wirth Anderlan; si trattava di opporsi a ogni forma di violenza contro le donne e di accompagnare meglio le generazioni future, considerando l’importante ruolo che la sessualità ha nella società. La scuola è istituzione educativa, l’educazione sessuale non deve essere un tabù. Ognuna e ognuno deve porre i propri limiti. Ogni donna potrebbe scrivere in merito un libro.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha fatto riferimento ai primi contatti con la sessualità da giovani, ricordando che durante la lezione di biologia l’insegnante aveva strappato le pagine del libro che indicavano come si sviluppa il corpo umano. La tematica è importante per contrastare la violenza sulle donne, ma il problema è che si condensa il tutto in modo ideologico, parlando di femminicidi nonostante l’’815 delle vittime siano uomini, pur essendo vero che la maggior parte degli autori sono uomini. Non è vero quindi che ci sono solo femminicidi. Preoccupa tuttavia l’introduzione dell’ideologia nelle scuole, come accaduto per esempio in Germania, dove si è arrivati a vietare il travestimento da principessa. In quanto alla violenza, non va tollerata, e vanno puniti gli aggressori, che spesso vengono invece giustificati.

Alex Ploner (Team K) si è meravigliato dei tanti pregiudizi ancora esistenti; ancora oggi ai corsi prematrimoniali ci sono persone che sanno poco del ciclo: non si puó certo affidare a questi genitori l’educazione sessuale, mentre ci sono partiti a livello nazionale che non vogliono che si insegni l’affettività a scuola. In Danimarca, essa è introdotta come materia già a 6 anni, il che ha ridotto notevolmente i casi di bullismo. Importante è coinvolgere la società.

L’ass. Philipp Achammer ha annunciato assoluto consenso, rilevando che in quest’ambito c’è forte ideologizzazione, il che porta all’invito di Anderlan a portare tutto al privato, ma quando si parla superamento dei pregiudizi e di educazione di genere, è necessario intervenire fin dall’età infantile, e non tutti i genitori sono in grado di intervenire; l’inziativa della Lega a Roma è stata molto dannosa, rendendo tabú una certa tematica. Bisogna parlare con chiarezza e adottare un approccio professionale. Wirth Anderlan ha respinto le accuse di Achammer sostenendo di aver contestato solo le sperimentazioni. L’ass. Marco Galateo ha ribadito il ruolo importante della famiglia, aggiungendo però che ogni attore deve fare la sua parte nella società. Ha respinto le premesse, aggiungendo che nelle scuole già si fa tanto, e le competenze socio emotive rientrano nelle competenze curriculari. Ha chiesto a Repetto di stralciare la parte relativa alle associazioni specializzate, perché porterebbe a discrezionalità nella scelta delle stesse, e di modificare il punto 2 al fine di indicare la “prevenzione della violenza, anche di genere”, e quindi non solo quella di genere. Sandro Repetto ha evidenziato che con la parola “femminicidio” si pone il focus anche sul movente, e aggiunto che i giovani vengono a contatto molto presto con la pornografia. Ha quindi eliminato il riferimento alle associazioni specializzate e accolto la proposta di un riferimento alla “prevenzione della violenza, anche di genere”. Sven Knoll ha chiesto di votare separatamente le parole “e sperimentali”., La mozione modificata come annunciato da Repetto è stata messa in votazione per parti separate: le premesse sono state respinte con 11 sì, 13 no e 5 astensioni, il punto 1. modificato, e senza le parole “e sperimentazioni” è stato approvato con 26 sì, le parole “e sperimentazioni” con 25 sì e 5 no, il punto 2. modificato approvato con 26 sì e 4 astensioni, il punto 3. approvato con 25 sì e 4 astensioni.

La seduta di questo pomeriggio è conclusa. Il plenum si riunisce di nuovo domani mattina a partire dalle 10.00.

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