(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Prende il via la quarta edizione di “Tutti a Teatro 2026”, il progetto promosso dagli Assessorati alla Cultura, Turismo e alle Politiche Sociali e Terzo Settore del Comune di Verona che apre gli spettacoli dell’Estate Teatrale Veronese ai più fragili.
Riparte l’Estate Teatrale Veronese e con essa riparte il progetto “Tutti a Teatro”. Un progetto nato dalla collaborazione tra l’Assessorato alla Cultura e l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Verona che, grazie al sostegno di Banco BPM e della Fondazione Banca Popolare di Verona e alla preziosa mediazione dell’associazione culturale Spazio Teatro Giovani, porta a teatro persone fragili come i migranti ospiti dei centri di accoglienza, le persone senza dimora e le persone che vivono situazioni di povertà economica ed educativa, ma anche i giovani e i giovanissimi. Attraverso un sistema di accompagnamento e mediazione culturale, i partecipanti vengono preparati all’esperienza teatrale e accompagnati agli spettacoli al Teatro Romano, dove hanno poi l’opportunità di un momento di scambio e incontro con i giovani di Spazio Teatro Giovani di Mine Vaganti, protagonisti di questo bellissimo progetto. Si lavora così alla crescita del pubblico, coniugando divulgazione culturale e impatto sociale: a teatro arrivano persone che difficilmente vi si recherebbero di propria iniziativa.
Questo è un progetto che ci ha regalato grandi soddisfazioni – aggiunge l’assessore alle Politiche sociali e al Terzo settore, Luisa Ceni – e che continua tuttora. Credo che ormai si sia radicata in questa città la consapevolezza che il teatro rappresenta uno strumento di comunità, capace di offrire alle persone più fragili una prospettiva nuova, ma anche ai giovani, e credo che alcuni messaggi che gli spettacoli teatrali veicolano giungano con maggiore efficacia più che mille prediche. Ciò che mi colpisce profondamente è lo stupore che queste persone provano nel momento in cui accedono al teatro. Per loro si tratta di un momento di fortissima valenza educativa, di fortissima integrazione. Ringrazio quindi tutti coloro che si prodigano in questo lavoro, le associazioni che accompagnano i partecipanti, perché si tratta sempre di un percorso culturale guidato, mai autogestito, e dunque di un’esperienza davvero formativa ed educativa di grande spessore.
Da diciannove anni Banco BPM è al fianco dell’Estate Teatrale Veronese, rinnovando un sostegno che testimonia l’impegno concreto e continuativo a favore della cultura, ambito centrale della responsabilità sociale del nostro Gruppo. Sottolinea Andrea Marconi, Presidente della Fondazione BPV. In questo percorso si inserisce, per il quarto anno consecutivo, anche il supporto di Fondazione Banca Popolare di Verona e Banco BPM all’iniziativa “Tutti a Teatro”, nata per favorire una partecipazione più ampia e inclusiva alla bellezza del Teatro Romano e alla proposta dell’Estate Teatrale Veronese. Un progetto che contribuisce ad avvicinare al teatro anche chi, diversamente, non avrebbe la possibilità di vivere questa esperienza, confermando il valore della cultura come occasione di incontro, condivisione e inclusione.
L’iniziativa offre la partecipazione gratuita a spettacoli di prosa e danza dell’Estate Teatrale Veronese al Teatro Romano, destinata agli utenti delle associazioni e cooperative aderenti e ai loro accompagnatori.
Nel nostro lavoro con i giovani abbiamo sempre riconosciuto al teatro un ruolo che va oltre la dimensione artistica: è un luogo capace di generare confronto, dialogo, cittadinanza. Siamo felici che il progetto Tutti a Teatro sia cresciuto e si sia ampliato in questi anni, e di poter coinvolgere quest’anno più di 170 spettatrici e spettatori provenienti da contesti di fragilità – dicono Silvia Masotti e Camilla Zorzi di Spazio Teatro Giovani. Ad affiancarli saranno le allieve e gli allievi di Spazio Teatro Giovani che, insieme ai nostri insegnanti, guideranno momenti di preparazione agli spettacoli e momenti di riflessione e scambio sulle suggestioni emerse durante la visione. L’esperienza vissuta nelle edizioni precedenti ha dimostrato quanto questi spazi di dialogo possano diventare preziose occasioni per dare voce a sensibilità, esperienze e prospettive. Siamo convinte che iniziative di questo tipo arricchiscano non soltanto i partecipanti, ma contribuiscano anche a rendere il teatro un presidio culturale sempre più aperto e vicino alla comunità.
L’auspicio dell’amministrazione è che anche l’edizione 2026 possa rappresentare un’occasione concreta per vivere insieme la cultura come strumento di inclusione, condivisione e partecipazione, offrendo a tutti i protagonisti una piacevole e significativa esperienza al Teatro Romano.
