(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il consigliere con delega alle Politiche energetiche, dell’acqua e Unesco, Massimiliano De Martin, ha preso parte questo pomeriggio, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, alla sessione inaugurale dell’ottava edizione dell’Adriatic Sea Forum – cruise, ferry, sail & yacht.
L’evento internazionale, in programma a Venezia il 25 e 26 giugno 2026, riunisce oltre 200 operatori, amministratori e professionisti dell’intera area adriatica per fare il punto sul futuro del trasporto e del turismo marittimo.
All’Auditorium delle Procuratie Vecchie, il consigliere De Martin ha portato i saluti della città ospitante, sottolineando il ruolo centrale di Venezia nei comparti crocieristico, dei traghetti e della nautica.
“Venezia accoglie questo appuntamento con la consapevolezza della propria storia e del proprio ruolo – ha dichiarato De Martin – Per noi il mare è da sempre la nostra strada, il nostro ponte, la nostra identità. L’Adriatico non è solo uno spazio geografico, ma un sistema vivo di relazioni economiche, culturali e sociali che unisce territori e comunità.
Oggi il turismo via mare rappresenta una grande opportunità per questa macroregione, ma la sfida che abbiamo davanti è chiara: dobbiamo farlo crescere in modo sostenibile, equilibrando competitività, tutela ambientale e qualità della vita delle comunità locali. Per Venezia questo significa investire in innovazione portuale, riduzione delle emissioni e qualità dell’accoglienza.
Ma significa anche ribadire con forza che il confine tra il porto e la città non può essere una linea di separazione. Il porto è Venezia, e Venezia è il porto. Devono dialogare, integrarsi, riconoscersi come parti di un unico ecosistema. Una città portuale moderna deve saper governare queste dinamiche, perché il porto genera sviluppo, lavoro e relazioni che si riflettono direttamente sul territorio e sulla vita delle persone.
Il futuro dell’Adriatico si costruisce insieme. Nessuna città o porto può affrontare da solo le sfide che abbiamo davanti. Servono strategie comuni tra istituzioni, imprese e mondo della ricerca. Sono convinto che i nostri porti non debbano essere messi in competizione, ma in complementarietà, guardando all’Adriatico come a un sistema integrato.
Venezia è pronta a fare la propria parte, mettendo a disposizione la propria esperienza e la propria vocazione al dialogo, nella convinzione che il mare, oggi come ieri, non divida ma unisca. Insieme possiamo costruire un futuro più forte, più sostenibile e più condiviso”.
