Di Luca Franceschi
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La Commissione europea ha smentito le posizioni del governo italiano sulla gestione del caro energia. Bruxelles ha infatti escluso la possibilità di ricorrere alla flessibilità europea per finanziare sconti sulle accise o interventi temporanei sulle bollette, indicando una direzione alternativa e strutturale: gli investimenti nelle energie rinnovabili, nell’elettrificazione e nel raggiungimento dell’indipendenza energetica.
A sottolinearlo è Angelo Bonelli, deputato dell’Alleanza Verdi Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, che ribadisce una posizione da lui sostenuta da anni. Mentre l’Europa abbraccia le fonti pulite, il governo ha scelto di trasformare l’Italia in un hub del gas, intensificando la dipendenza dalle fonti fossili e contribuendo a mantenere i costi energetici tra i più elevati del continente.
Secondo Bonelli, il governo avrebbe preferito aumentare l’indebitamento per ridurre temporaneamente il costo dell’energia, una scelta che avrebbe fatto ricadere il peso sugli italiani in due modi diversi, oltre a proteggere gli interessi delle lobby energetiche e dei petrolieri. Questi ultimi hanno conseguito profitti straordinari negli ultimi tre anni, superando i 70 miliardi di euro.
La valutazione della Commissione europea documenta anche il fallimento delle politiche economiche complessivamente perseguite dall’esecutivo. L’Italia si trova ancora alle prese con squilibri macroeconomici significativi, caratterizzati da un debito elevato e una crescita economica debole. Bruxelles ha evidenziato inoltre il calo dei salari reali, l’aumento della precarietà e della povertà, le difficoltà nel sistema sanitario, i livelli elevati di evasione fiscale e i ritardi strutturali che continuano a caratterizzare il Mezzogiorno.
Questo bilancio emerge dopo quasi quattro anni di governo. Nel frattempo, milioni di cittadini italiani continuano a fare i conti con compensi insufficienti, tempi d’attesa lunghi per le prestazioni sanitarie e un costo della vita in continua ascesa. La maggioranza di governo prosegue nella sua attività comunicativa difendendo gli interessi dei gruppi di pressione legati al settore del gas.
La flessibilità europea destinata all’energia potrà essere impiegata unicamente per interventi di carattere strutturale. Questo rappresenta la conferma che affrontare la crisi energetica non richiede soluzioni basate sul gas né tantomeno sul nucleare, bensì un programma articolato di finanziamenti per le energie rinnovabili, per lo sviluppo delle reti, per l’efficientamento energetico e per la creazione di comunità energetiche.
Bonelli sostiene che il governo dovrebbe presentare le proprie scuse ai cittadini, avendo lasciato inattesa una proposta che risaliva al 2022 e prevedeva oltre 85 miliardi di euro di investimenti privati nel settore delle energie rinnovabili, avanzata dalle aziende italiane del comparto green economy. Alla luce dell’approvazione europea della clausola di salvaguardia nel campo energetico, Bonelli critica il fatto che il governo assenta invece ai finanziamenti per gli armamenti, definendo tale scelta una vergogna.
