Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, ha duramente criticato il governo durante le dichiarazioni di voto sul Documento di finanza pubblica, accusandolo di aver privato di dignità gli italiani attraverso politiche di austerità mascherate da propaganda. Secondo il parlamentare, l’inflazione elevata, i prezzi dei generi alimentari alle stelle e i salari fermi hanno costretto molti giovani a tornare a vivere con i genitori, mentre cresce il fenomeno del lavoro povero.
Bonelli ha contestato l’ossessiva attenzione dell’esecutivo al rapporto deficit/Pil del 3%, denunciando al contempo l’ignavia rispetto all’emergenza sociale. Ha inoltre evidenziato errori nei conti governativi, sottolineando come il ministro Giorgetti abbia sbagliato le previsioni e il disavanzo superi 1,6 miliardi. Il deputato ha accusato il governo di premiare chi non ne ha bisogno: le banche hanno accumulato 140 miliardi di profitti dal 2022 e hanno persino visto ridurre le tasse per circa 800 milioni.
Sul fronte delle riforme istituzionali, Bonelli ha criticato l’arroganza governativa, evidenziando come l’intervento sulla giustizia sia stato bocciato dagli italiani. Ha definito il ministro Nordio come simbolo di questo fallimento, suggerendo ironicamente che la sua permanenza al governo rappresenta un vantaggio per l’opposizione nell’aumentare il consenso.
Il parlamentare di AVS ha denunciato inoltre lo spreco di risorse pubbliche: oltre 700 milioni per i CPR in Albania e 14,5 miliardi per il Ponte sullo Stretto imposto da Salvini. Ha sottolineato come il governo chieda sacrifici agli italiani ma non ai poteri forti, aggiungendo che l’esecutivo è arrivato persino a contestare i dati dell’Istat e degli organismi di garanzia, dalla Corte dei conti alle autorità indipendenti, in quello che ha definito un’arroganza istituzionale senza precedenti.
Bonelli ha presentato un quadro economico preoccupante del Paese: crescita allo 0,2%, disoccupazione giovanile al 18,1% e occupazione che cresce solamente tra gli over 50, spesso in forme precarie. In risposta, ha proposto una scelta chiara incentrata sull’indicizzazione di salari e stipendi all’inflazione.
Ha inoltre criticato il governo per aver portato la sanità pubblica al 6,3% del Pil, al di sotto della media europea, e per i tagli agli investimenti in istruzione e ricerca, affermando che ciò equivale allo smantellamento dei pilastri del Paese. Sul fronte energetico, ha denunciato un fallimento totale: le rinnovabili rimangono bloccate, le grandi società hanno realizzato oltre 70 miliardi di extraprofitti dal 2022 e i prezzi risultano fino a tre volte più alti rispetto ad altri Paesi europei.
Bonelli ha concluso affermando che non si tratta di errori ma di scelte politiche deliberate volte a favorire pochi e impoverire molti. Ha sottolineato come crescono la povertà e la povertà energetica mentre l’economia rimane ferma, ribadendo che l’Italia necessita di un cambio radicale basato su giustizia sociale, investimenti pubblici e rinnovabili, non su propaganda.
