(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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«Questa riforma è una vendetta della maggioranza contro la Corte dei conti, colpevole di aver dichiarato illegittima la procedura sul Ponte sullo Stretto. Altro che semplificazione: il governo Meloni smantella il principale presidio di legalità dello Stato per garantirsi impunità.
Con il silenzio-assenso dopo 30 giorni si introduce una legalità a tempo: se il controllo non arriva, tutto passa. Appalti e atti da almeno 100 miliardi di euro tra PNRR e fondi europei rischiano di sfuggire a ogni vero controllo. Non perché siano legittimi, ma perché scade il tempo. È una scure sui controlli pubblici.
La riforma indebolisce l’azione della magistratura contabile, concentra il potere in poche mani e rende più difficile accertare responsabilità. Con il tetto al risarcimento al 30% del danno, chi sbaglia o spreca denaro pubblico paga meno. È un incentivo all’illecito.
Il messaggio del governo è chiaro: meno controlli, più impunità. Vogliono una giustizia al loro servizio, sotto controllo politico. È questo il senso della riforma ed è questo il senso del sì al referendum. Noi ci opporremo a questo attacco alla legalità e alla tutela dei soldi pubblici».
Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.
