Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, parlamentare di AVS e co-portavoce di Europa Verde, lancia un’accusa diretta al ministro della Giustizia Carlo Nordio in merito alla situazione carceraria italiana. Le sue critiche arrivano in risposta alle dichiarazioni del procuratore di Palermo, Maurizio De Lucia, che ha denunciato la perdita di controllo dello Stato negli istituti penitenziari, dove secondo il magistrato comanderebbero mafia, ‘ndrangheta e camorra.
Bonelli sottolinea come le parole del procuratore rappresentino una gravità senza precedenti e richiedono una risposta immediata da parte del governo. L’esponente di Europa Verde chiede infatti spiegazioni al ministro Nordio in merito al fallimento del tanto pubblicizzato modello di sicurezza governativo, specialmente alla luce della serie di provvedimenti repressivi varati dall’esecutivo.
Negli ultimi tempi, il governo ha emanato sette decreti sulla sicurezza, introdotto norme sempre più repressive e ha perseguito politiche di inasprimento delle pene, compreso l’intervento sulla diminuzione dell’imputabilità dei minori. Eppure, emerge che l’esecutivo non ha nemmeno garantito il controllo dello Stato all’interno delle strutture carcerarie, rappresentando quello che Bonelli definisce un fallimento clamoroso e un’umiliazione per le istituzioni.
Bonelli critica aspramente la gestione della sicurezza da parte dell’esecutivo, sottolineando il contrasto tra la propaganda governativa e la realtà. Mentre il governo alimenta il consenso costruendo una narrazione sulla paura della criminalità, le organizzazioni criminali continuerebbero a controllare i penitenziari e a gestire indisturbate i loro affari, secondo la denuncia del procuratore palermitano.
Per il parlamentare di Europa Verde, la vera emergenza sicurezza consiste in uno Stato che arretra di fronte alla criminalità organizzata, anziché progredire nel contrastarla. Bonelli conclude definendo la situazione come imbarazzante e umiliante, evidenziando l’incoerenza di un governo che ha costruito la propria identità politica sulla sicurezza, ma che non sarebbe nemmeno consapevole del controllo esercitato dalle organizzazioni mafiose all’interno delle carceri.
