Di Luca Franceschi
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Il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Esteri alla Camera, Francesco Silvestri, ha lanciato dure critiche al ministro degli Esteri Antonio Tajani durante il suo intervento in Aula, accusandolo di utilizzare un linguaggio inefficace nella gestione della crisi mediorientale.
“Dopo ‘basta bombe e basta guerre’, ora Tajani ci dice anche ‘basta pena di morte’. Questo tipo di linguaggio non serve a nulla e non ha sortito nessun effetto”, ha dichiarato Silvestri, definendo il ministro come una figura che “non vede, non sente e non parla”.
Il parlamentare pentastellato ha proseguito la sua requisitoria sostenendo che Tajani sia “un ministro degli Esteri fino a un certo punto, che non è riuscito a incidere su nulla in questi anni”.
Silvestri ha poi fatto riferimento ai recenti sviluppi del conflitto, citando i dati forniti dalla Croce Rossa su oltre 300 morti a Beirut a causa dei raid israeliani. “Netanyahu non riesce a stare un giorno senza distruggere vite di civili e Tajani ci dice che è l’unica democrazia”, ha proseguito il deputato.
Con toni ancora più accesi, Silvestri ha definito il premier israeliano “una bestia” e ha ribadito l’inefficacia dell’approccio diplomatico italiano: “I richiami di Tajani non servono a nulla. Siamo stanchi di parole vuote”.
Il capogruppo M5S ha concluso il suo intervento con una richiesta precisa al governo: “Vogliamo sanzioni per Israele e rottura dei rapporti commerciali”, sottolineando la necessità di abbandonare la linea delle dichiarazioni per passare ad azioni concrete.
