Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, stigmatizza la gravità della situazione emersa dall’inchiesta sulla frana di Niscemi. La notizia del coinvolgimento dei presidenti della Regione siciliana che si sono susseguiti dal 2010 al 2026 rappresenta, secondo Bonelli, un atto di accusa alla classe politica che negli ultimi decenni ha trascurato le vere priorità del territorio nazionale. Non si tratta di negligenza occasionale, bensì di un’incapacità strutturale di chi ha esercitato il potere, mancando di effettuare investimenti adeguati nella protezione dal rischio idrogeologico e lasciando il destino dei cittadini affidato al caso.
A Niscemi il pericolo rappresentato dalla frana era ben conosciuto da molti anni, eppure nulla è stato intrapreso per contenere il rischio. Bonelli punta il dito in particolare contro l’attuale ministro Musumeci, ritenendolo responsabile di una dimostrazione palese di inadeguatezza nel ruolo che ha ricoperto. Meloni ha voluto Musumeci alla guida della Protezione civile, ma durante il suo mandato come presidente della Regione, Musumeci ha autorizzato il condono edilizio e si è rivelato incapace di utilizzare i fondi messi a disposizione dal PNRR per attuare interventi di messa in sicurezza dell’area di Niscemi. Nel periodo Musumeci-Schifani, a fronte di 1,2 miliardi di euro stanziati per fronteggiare il dissesto idrogeologico, solo 400 milioni sono stati effettivamente spesi. Questo dato sintetizza in modo eloquente il fallimento della classe dirigente regionale.
Il quadro nazionale risulta drammatico. In Italia sono presenti oltre 680.000 frane attive, ma il monitoraggio riguarda esclusivamente 1.036 di esse, corrispondente allo 0,15% del totale. Un paese intero che sprofonda, esponendo la popolazione e le infrastrutture, soprattutto quelle ferroviarie, a rischi crescenti. Contestualmente, il governo destina 14,5 miliardi di euro alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, progetto inserito in una delle zone più vulnerabili sotto il profilo idrogeologico e sismico, quando quelle risorse dovrebbero essere impiegate nella difesa del suolo, nel potenziamento delle ferrovie e nel perseguimento delle reali necessità del paese.
Bonelli sostiene che Musumeci e Schifani devono lasciare gli incarichi che ricoprono, non a causa della notifica di un avviso di garanzia, bensì per aver dimostrato una palese inadeguatezza e incapacità nello svolgimento di funzioni pubbliche di tale rilevanza. Nel suo intervento, Bonelli rivolge una domanda diretta alla premier Meloni: come può esercitare le funzioni di ministro della Protezione civile chi, nel suo precedente incarico di presidente regionale, aveva ricevuto una relazione che illustrava i gravi pericoli connessi alla frana di Niscemi senza adottare alcun provvedimento significativo?
