(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Tutti abbiamo gioito per le medaglie vinte dalle atlete e dagli atleti italiani. Una gioia che ci ha resi orgogliosi del nostro Paese grazie ai loro sacrifici e alle loro straordinarie prestazioni. Ma la morte a Cortina di una guardia, colpita da un attacco cardiaco mentre lavorava a –12 gradi controllando un cantiere dei Giochi, è inaccettabile, ci riempie di tristezza e coinvolge tutti.
Così Angelo Bonelli, parlamentare AVS e co-portavoce di Europa Verde.
Lo sfruttamento a cui sono stati sottoposti molti lavoratori e lavoratrici impegnati nei Giochi non è degno di un Paese civile. L’ente organizzatore, la Fondazione Milano Cortina 2026, ha affidato i servizi a società private lungo una catena di appalti e subappalti, come OneGroup Italy. Il risultato? Contratti a termine, part-time e partite IVA; turni oltre le 12 ore al giorno per 10 euro l’ora; fino a 84 ore settimanali; 20 euro di diaria; riposi e malattia non retribuiti; alloggi inadeguati e sovraffollati; pagamenti rinviati a dopo i Giochi, non prima di maggio 2026, come ha già denunciato il senatore di AVS Tino Magni.
Nella notte del 9 febbraio, la CGIL Milano ha denunciato che due lavoratori si sono presentati al pronto soccorso di Livigno con sintomi di ipotermia dopo ore al freddo senza adeguato riscaldamento.
I Giochi olimpici sono un evento atteso e una grande opportunità, ma devono svolgersi nel rispetto dei diritti, della sicurezza e della salute di chi lavora e li rende possibili. Il governo spieghi come si sia reso possibile queste forme di sfruttamento e quali controlli siano stati effettuati. Se vogliamo bene allo sport non possiamo chiudere gli occhi davanti a quanto accaduto tra i lavoratori di Cortina.
