(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il 2025 si apre con una importante scoperta – del team di ricerca dell’Università di Milano guidato dai proff. Attilio Scienza e Lucio Brancadoro, supportato da Winegraft – sull’influenza che i Portainnesti M hanno sulla qualità delle uve e quindi dei vini.
Dopo venti anni di sperimentazione e micro-vinificazioni, i ricercatori hanno ribaltato una vecchia credenza che ha accompagnato la diffusione dei portainnesti fin dalla crisi fillosserica, offrendo un quadro tutto nuovo per capire a fondo le potenzialità della serie M che inizia ad essere richiesta da tutte le grandi aree viticole mondiali. Si tratta di una notizia molto importante perché apre prospettive nuove sulla ricerca della qualità e della caratterizzazione dei vini che potrebbe rivelarsi preziosa per aiutare il settore a superare questa fase storica di difficoltà.
Secondo il presidente di Winegraft, Marcello Lunelli: «la nuova generazione dei “portainnesti M” – che grazie al lavoro di Vivai Cooperativi Rauscedo è ormai diffusa in tutti i principali territori vitati del Paese – si sta rivelando una soluzione efficace non più solo per gestire le conseguenze del climate change ma anche per affrontare in modo diverso il complessivo cambio di orientamenti del gusto da parte dei consumatori che sta caratterizzando tutti i mercati mondiali».


