(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Papa: prego per le vittime del terremoto in Venezuela, incoraggio i soccorritori
Al termine dell’Angelus, Leone XIV torna a ribadire la vicinanza per il Paese colpito dal violento terremoto che ha causato finora oltre 1400 vittime. Per il loro innalza la sua preghiera a Dio e assicura “vicinanza spirituale” ai familiari dei morti, ai feriti e a quanti sono stati “duramente colpiti da questa tragedia”. Dal Pontefice un grazie quanti sono impegnati in queste ore a scavare tra le macerie alla ricerca dei dispersi e nelle operazioni di soccorso.
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Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano
Parole di vicinanza alla popolazione costretta ad affrontare una ennesima prova, questa volta naturale come un terremoto catastrofico; una preghiera per le vittime, finora oltre 1400, e i feriti, più di 3.200; un grazie ai soccorritori impegnati a scavare senza sosta tra le macerie, in una corsa contro il tempo per salvare o comunque ritrovare le 50 mila persone che mancano ancora all’appello.
Lo sguardo e il cuore del Papa sono ancora per il Venezuela colpito violentemente dai terremoti gemelli di magnitudo 7.2 e 7.5 che il 24 giugno hanno interessato soprattutto la zona de La Guaina. Mentre si aggrava il bilancio delle vittime e si registrano nuove scosse nel centro del Paese, con epicentro a 44 chilometri a nord di Maracay (Stato di Aragu) e mentre sui social circolano immagini strazianti della distruzione provocata dal sisma, il Papa, al termine dell’Angelus, eleva al cielo la sua preghiera per la popolazione.
Cari fratelli e sorelle, desidero esprimere la mia vicinanza alle sorelle e ai fratelli venezuelani colpiti dai recenti terremoti che hanno causato numerose vittime e feriti, oltre a ingenti danni materiali. Mentre prego il Signore affinché conceda il riposo eterno ai defunti, rinnovo la mia vicinanza spirituale ai loro familiari, ai feriti e a tutti coloro che sono stati colpiti da questa tragedia
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Il grazie ai soccorritori
Leone XIV, in spagnolo, esprime poi la sua gratitudine ai soccorritori, da subito operativi sul campo per far fronte alla catastrofe umanitaria. Nelle scorse ore anche l’Italia ha inviato una task force specializzata: un team di 97 professionisti, tra cui Vigili del Fuoco esperti in ricerca e salvataggio in contesti sismici, ed équipe sanitarie di medici e infermieri. Dal Papa un incoraggiamento per questa missione.Esprimo inoltre la mia gratitudine e il mio incoraggiamento a tutti coloro che operano con generosità nelle operazioni di ricerca e soccorso.
Le parole al Concistoro
Già ieri pomeriggio, al termine dei lavori del Concistoro straordinario coi cardinali di tutto il mondo, Papa Leone – prima di pronunciare il discorso conclusivo – aveva chiesto ai presenti di pregare per il Venezuela. “Prima di entrare nella riflessione conclusiva, desidero esprimere la nostra vicinanza, mia e di tutto il Collegio Cardinalizio, alla popolazione del Venezuela, duramente colpita dal violento terremoto di questi giorni”, ha detto il Pontefice.
Assicuriamo la nostra preghiera per le vittime, per le loro famiglie e per quanti soffrono le conseguenze di questa tragedia. Affidiamo al Signore anche tutti coloro che sono impegnati nei soccorsi e chiediamo che non venga meno la solidarietà della comunità internazionale verso quella cara Nazione
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Aiuto economico
Il Papa si era fatto presente anche materialmente col Venezuela inviando, nel pomeriggio del 25 giugno, all’indomani della prima scossa, un aiuto economico. Attraverso l’Elemosineria Apostolica, Leone XIV ha inviato una cifra pari a 100 mila euro, stabilita dopo i contatti con il nunzio nel Paese, monsignor Alberto Ortega Martín, arcivescovo titolare di Midila, e l’arcivescovo di Caracas, monsignor Raúl Biord Castillo. Un primo contributo mentre rimane costante l’attenzione alle necessità di questo popolo che da anni sembra non trovare pace e stabilità.
