Di Luca Franceschi
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Il calcio italiano ha progressivamente smarrito quella dimensione popolare che per decenni lo ha caratterizzato quale principale elemento di coesione sociale della Nazione. Una petizione sottoscritta da oltre 150.000 tifosi, approdata a Palazzo Madama, si propone di recuperare questo valore decisivo. Il deputato di Fratelli d’Italia Alessandro Amorese, Capogruppo della commissione cultura e sport alla Camera, sostiene convintamente questa iniziativa.
Le dinamiche del cosiddetto “calcio-spezzatino” e i prezzi dei biglietti sempre più elevati hanno progressivamente allontanato dalle strutture sportive famiglie, giovani e lavoratori. Risulta inaccettabile che la passione dei tifosi venga sacrificata in nome di palinsesti televisivi completamente indifferenti alle necessità di coloro che vivono lo sport con dedizione autentica e autentico spirito di sacrificio.
Le richieste avanzate dalla petizione trovano il pieno sostegno di Amorese. In primo luogo, la rideterminazione dei prezzi dei biglietti per rendere gli stadi nuovamente fruibili per tutti, calendari costruiti rispettando gli impegni lavorativi di chi frequenta gli impianti, e soprattutto un consolidamento significativo del rapporto tra le società calcistiche e le comunità locali di riferimento. Una squadra rappresenta l’anima della propria città, un simbolo della storia e dell’identità di chi la abita.
Non è possibile consentire che la logica finanziaria o i modelli di multiproprietà vadano a svuotare l’identità profonda di queste istituzioni sportive. Il calcio italiano deve recuperare innanzitutto la sua natura di patrimonio collettivo dei tifosi, rimettendo al centro il rispetto per quella passione popolare che rappresenta il motore autentico e genuino di questo sport.
