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SFORZINI (CENTRO STUDI RINASCIMENTO NAZIONALE) * «LE DICHIARAZIONI DI MULÈ E CENTINAIO CONTRO VANNACCI FOTOGRAFANO LA CRISI CULTURALE DELLA POLITICA ITALIANA»

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14.20 - giovedì 21 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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SFORZINI A MULÈ E CENTINAIO: “NON È PIÙ TEMPO DI MODERATI SENZA MEMORIA: L’ITALIA HA BISOGNO DI UNA CLASSE DIRIGENTE CHE RICORDI LA STORIA DELLA NAZIONE – “Chi oggi deride identità e radici prepara un Paese senza futuro”.

«Le dichiarazioni di Giorgio Mulè e Gian Marco Centinaio contro Roberto Vannacci fotografano perfettamente la crisi culturale della politica italiana: uomini cresciuti dentro partiti che un tempo parlavano di identità, sovranità, sicurezza e difesa della civiltà occidentale, oggi sembrano quasi vergognarsi di quelle stesse parole». Lo dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, think tank di Futuro Nazionale.

«Sentire parlare di “valori moderati” come confine invalicabile, mentre l’Europa affronta immigrazione di massa, islamizzazione, collasso demografico, censura ideologica, perdita di sovranità economica e guerra geopolitica permanente, significa non avere compreso la gravità del momento storico».
«Non è più tempo di mezze misure, ambiguità e politichese. È il tempo della chiarezza. Esistono momenti nella storia in cui le nazioni devono decidere se vogliono continuare a esistere oppure dissolversi lentamente nella paura di affermare se stesse. Noi abbiamo scelto da che parte stare».

«Fa sorridere chi descrive Vannacci come un “fenomeno”. Anche in passato le élites definirono “fenomeni” tutti coloro che intercettavano un popolo reale che non si sentiva più rappresentato. La verità è che milioni di italiani non chiedono moderazione burocratica, ma protezione, identità, autorevolezza e visione».

«Ancora più sorprendente è il tono paternalistico di chi parla addirittura di “educare alla politica”. Gli italiani sono stati educati fin troppo bene da trent’anni di compromessi, governi tecnici, subalternità europea e rinunce progressive. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: confini deboli, economia fragile, denatalità, precarietà sociale e smarrimento culturale».

«Noi rivendichiamo invece il diritto di dire parole nette. Difendere l’identità italiana ed europea. Difendere la continuità storica della nostra civiltà. Difendere il principio che una nazione non è soltanto un mercato o una procedura amministrativa, ma una comunità di destino, memoria, cultura e popolo».

«Chi si dimentica del proprio passato non ha futuro. E oggi il vero estremismo non è difendere le proprie radici: è pensare che una civiltà possa sopravvivere rinnegando se stessa».

«Per questo il Centro Studi Rinascimento Nazionale continuerà senza esitazioni a proporre una linea culturale e politica chiara, identitaria, occidentale e profondamente radicata nella storia italiana ed europea. Non per nostalgia. Ma perché senza memoria non esiste futuro, e senza identità non esiste libertà».

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