(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI PRATO
Si dirama il seguente comunicato atteso l’interesse pubblico sussistente sui fatti,
consistente nel far conoscere:
per un verso, la situazione di diffusa illegalità che continua a caratterizzare il territorio
pratese, che si conferma essere un laboratorio criminale multietnico, nel quale operano
plurimi gruppi criminali, con disponibilità di armi e munizioni,
e per altro verso, il continuo impegno degli inquirenti e delle forze dell’ordine
nell’azione di contrasto.
Il rinvenimento di un deposito di armi, munizioni, droga e documenti di identità
falsi nella disponibilità di appartenenti alla criminalità albanese
Dopo l’individuazione del laboratorio dedicato alla produzione di armi clandestine,
rinvenuto a Prato il 23 marzo decorso, in uso a esponenti della criminalità cinese, nel
quadro di una articolata attività investigativa in corso, è stato individuato un deposito
di armi, di munizioni e di droga, conservati in un immobile ubicato, nel comune di
Vernio, in provincia di Prato, in località Sant’Ippolito, in via Marchin, n. 3, risultato
nella disponibilità di un cittadino albanese pluripregiudicato, di quarantatré anni, nato
a Shkoder, irregolare sul territorio nazionale, sottoposto alla detenzione domiciliare per
altra causa, e di una donna rumena di quarantadue anni.
In particolare, sono state rinvenute cinque armi comuni da sparo atte all’impiego e,
segnatamente:
una pistola marca Beretta, modello 70, calibro 7.65, riportante sulla canna la matricola
n. 8392, con castello recante fresatura e matricola punzonata con le cifre 77, sovrastanti
alle cifre 644, comprensiva di caricatore monofilare inserito contenente sei cartucce
del medesimo calibro;
una pistola marca Beretta, modello 84F, riportante sul castello matricola E29977Y,
calibro 9mm short (9×17), correlata di caricatore difilare inserito contenente la
complessiva capienza almeno 13 cartucce, compendio di furto in abitazione perpetrato
il giorno 21.12.2021 a Quarrata (PT);
una pistola scacciacani replica Beretta PX4 Storm cal. otto mm, modificata con
sostituzione canna originaria con canna in acciaio con rigature elicoidali all’interno,
ricavata da altra arma, con camera di cartuccia idonea a cartucce di calibro 9×17,
correlata di caricatore privo di cartucce, priva di dati identificativi e dunque arma
clandestina;
una pistola da tasca tipo revolver, munita di tamburo con andamento destrorso con
cinque camere di cartuccia, con inserite cinque cartucce marca GFL (Fiocchi) del
calibro 5,7mm Velo Dog, con grilletto a scomparsa;
una pistola a salve marca Bruni, modello GAP cal. 8 mm, replica armi GLOCK, con
caricatore inserito e privo di cartucce, contenuta all’interno della propria scatola di
colore nero, corredata di trenta colpi, otto mm.
Inoltre, sono state rinvenute settantacinque cartucce e un proiettile tutti classificabili
come munizioni per armi comuni da sparo, in parte utilizzabili da armi diverse da quelli
già indicate, conservate in una scatola di plastica avvolta da nastro adesivo marrone,
nonché la somma in contanti di euro 30.000,00, suddivisi in mazzette, costituite da
banconote da 200 € , 100,00 € , 50,00 € , 20,00 € .
Detto materiale riporta a contesti di criminalità organizzata, le armi sono funzionali
all’attuazione di azioni dirette ad attentare all’incolumità individuale e/o collettiva; il
denaro appare il frutto di vendita di armi e di stupefacenti
Le investigazioni si sono nutrite del prezioso apporto degli appartenenti alla Squadra
Mobile di Prato, che hanno individuato il deposito.
Si autorizza la divulgazione delle immagini predisposte dalla Squadra Mobile di Prato.
Si rappresenta che la responsabilità dei soggetti indagati dovranno essere vagliate nelle
successive fasi del procedimento. In virtù della presunzione di non colpevolezza, i
medesimi potranno considerarsi colpevoli solo sulla base di una sentenza passata in
giudicato.
Manda alla segreteria per la trasmissione al Signor Procuratore Generale della Corte
d’appello di Firenze.
Prato, 26 marzo 2026.
Il Procuratore della Repubblica
Luca Tescaroli
