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PROCURA REPUBBLICA – MILANO * MAXI OPERAZIONE ANTITRATTA A VARESE: «8 ARRESTI PER IL TRAFFICO DI 200 MIGRANTI TURCHI LUNGO LA ROTTA BALCANICA»

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17.38 - martedì 12 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, CON RAMIFICAZIONI INTERNAZIONALI, FINALIZZATA AL FAVOREGGIAMENTO DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA DI CITTADINI TURCHI CON BASI IN ITALIA, SVIZZERA, GERMANIA, FRANCIA: DISPOSTA ORDINANZA DI APPLICAZIONE DI MISURA CAUTELARE PERSONALE NEI CONFRONTI DI 8 SOGGETTI.

La Polizia di Stato di Varese, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, ha dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali nei confronti di otto soggetti, tra cui sette di origine turca e uno di origine italiana, appartenenti a un’associazione a delinquere con ramificazioni internazionali, finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di cittadini turchi (perlopiù di etnia curda), che attraverso la rotta balcanica, l’Italia e la Svizzera, approdano in Germania e Francia.

L’operazione è il risultato di una complessa collaborazione tra questo Ufficio di Procura e il Ministero Pubblico della Confederazione, con il coordinamento di Eurojust, nonché delle rispettive forze di Polizia interessate: la Squadra Mobile di Varese e l’Ufficio Federale di Polizia Svizzero (FEDPOL).

L’attività di indagine ha permesso di accertare l’esistenza di un’organizzazione criminale strutturata, operante in vari Stati, composta da soggetti che si sono associati per commettere diversi delitti di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di cittadini stranieri di nazionalità turca, privi di valido titolo per l’ingresso in Italia (e in Stati membri dell’U.E.), procurandone, dietro corrispettivo in denaro pari a € 6.000/7.000 per persona, l’ingresso illegale in Italia percorrendo la rotta balcanica, dalla Turchia alla destinazione finale (Svizzera, Germania, Francia, Norvegia, Regno Unito).

In Italia, in particolare, i migranti venivano organizzati e gestiti da un soggetto di nazionalità turca che, assumendo un ruolo apicale nell’organizzazione, indirizzava i cittadini stranieri irregolari al confine con il territorio elvetico, informandoli su come superarlo eludendo i controlli di frontiera e fornendo la relativa assistenza.

I migranti venivano ospitati temporaneamente in appartamenti presi in affitto come case sicure (safe house), a pochi metri dal confine, sino al passaggio appiedato in Svizzera attraverso il valico pedonale tra Lavena Ponte Tresa (Italia) e Ponte Tresa (Svizzera), che attraversavano soli o accompagnati da un incaricato dell’organizzazione.

Solo per il periodo compreso tra l’aprile e il settembre 2024 sono stati riscontrati 37 episodi di traffico per un totale di 134 migranti, molti dei quali costituiti da famiglie con bambini (anche infanti), fatti giungere a Lavena Ponte Tresa per proseguire sino in Francia, Germania e altri Stati del centro/nord Europa.

Oltre ai migranti direttamente gestiti dalla cellula varesina e transitati a Lavena Ponte Tresa, si è riscontrato che l’organizzazione, nel solo periodo di indagine, ha gestito l’arrivo illegale in Europa di circa 200 migranti, transitati in altri valichi del nord Italia, ognuno dei quali ha versato circa € 6.000/7.000.

 

La responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata con la sentenza irrevocabile di condanna. Il procedimento penale verte ancora nella fase delle indagini preliminari e, allo stato delle attuali acquisizioni probatorie, in attesa di giudizio definitivo, è doveroso sottolineare che vale la presunzione di non colpevolezza degli indagati.

La diffusione del presente Comunicato Stampa (con allegati foto e video) è effettuata in ottemperanza alle disposizioni del Decreto Legislativo n. 188/2021, ritenendo sussistente l’interesse pubblico all’informazione, con particolare riferimento al contrasto della criminalità organizzata finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e a traffici illeciti altamente lesivi degli interessi della collettività.

Resta ferma la presunzione di non colpevolezza delle persone sottoposte alle indagini preliminari, da reputarsi non colpevoli fino all’eventuale sentenza di condanna divenuta irrevocabile.

Il Procuratore Distrettuale Marcello Viola

 

 

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Il Procuratore Distrettuale
Marcello Viola

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