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ON. URZÌ (FDI) * DIALETTO TEDESCO: «OGGI I TEMPI SONO MATURI, IL TEMA ERA STATO OGGETTO DI UNA MIA MOZIONE IN CONSIGLIO PROVINCIALE GIÀ NEL 2019»

Scritto da
08.11 - venerdì 13 febbraio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Impossibile non dare ragione all’assessore provinciale Bianchi sul tema dell’uso del dialetto tedesco (e in generale dei dialetti) negli spazi di comunicazione pubblica.
Deve avere pieno sostegno una campagna di sensibilizzazione su un tema che ha a che fare con la capacità delle comunità linguistiche di dialogare fra di esse e di integrarsi reciprocamente. Passaggio che inizia dalla reciproca comprensione.
Il tema era stato oggetto di una mia mozione in Consiglio provinciale già nel 2019. Rimasta inevasa perchè poi fui eletto al Parlamento. La consegno idealmente all’attuale Consiglio come ulteriore stimolo alla discussione.

Già allora non riscontrai informalmente pregiudiziali alla discussione di un tema tanto delicato da parte della Svp ma c’era ancora in ogni caso imbarazzo ad affrontarlo come tema sensibile. Comprensibilmente.
Oggi ritengo che i tempi siano maturi. Ecco quanto avevo depositato allora in Consiglio comunale e l’impegno che proposi che risulta molto attuale e che confido possa essere finalmente accolto a livello locale.

On. Alessandro Urzì
Coordinatore regionale di Frateli d’Italia

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TESTO originario:
Frequentemente viene rilevato un limitato ricorso da parte dei concittadini
soprattutto di lingua italiana all’uso della seconda lingua nell’ambito della vita sociale,
culturale, relazionale, politica e istituzionale della provincia di Bolzano.
Fra le nuove generazioni l’insufficiente livello di conoscenza della seconda
lingua viene rapidamente recuperato laddove viene favorito l’insegnamento della II
lingua impartito con criteri innovativi e soprattutto garantendone l’uso.
Le competenze linguistiche sono necessarie per una adeguata vita di relazione
interlinguistica.

Ma ci sono anche fattori terzi a condizionare fortemente l’uso della seconda
lingua: fra questi, è stato rilevato nel tempo e ampiamente studiato, anche l’uso
corrente nella società altoatesina del dialetto nelle sue diverse forme territoriali. Ciò
accade non solo in ambiti familiari e di relazione personale ma anche nei livelli della
Amministrazione pubblica e delle Istituzioni. L’uso dialettale o anche solo la forte
fonetica tendente alla distorsione della lingua standard secondo usanze locali è diffuso
in tali ambiti esclusivamente in forma verbale e non scritta (con alcune eccezioni, a
dire il vero) ma detto uso costituisce spesso un ostacolo insormontabile alla reciproca
comprensione fra cittadini di gruppi linguistici diversi. La conoscenza della seconda
lingua, spesso conquistata da molti concittadini, si scontra infatti e spesso con l’uso o
abuso nel campo delle relazioni pubbliche a carattere istituzionale e burocratico con
l’uso del dialetto o dei dialetti locali.

Tale uso, spesso disinvolto in molti livelli della amministrazione, alimenta le
resistenze all’uso in scioltezza della seconda lingua “imparata” nella forma standard.
In questi casi il problema si risolve sic et simpliciter transitando da una
comunicazione plurilingue a quella standard in lingua italiana, ma ciò è causa di
frustrazione da parte di chi abbia doverosamente imparato la lingua tedesca ma si
scontra nella vita reale e al di fuori dell’ambiente scolastico con una realtà che quella
lingua standard confina in ambiti ristretti, preferendovi il dialetto.
Il problema dell’uso delle forme dialettali linguistiche nelle comunicazioni
istituzionali è fonte di imbarazzi relazionali e difficoltà di comprensione per quanti si
siano dotati di adeguate conoscenze linguistiche standard ma non abbiano alcun interesse né abbiano avuto opportunità di specializzazione nella comprensione delle
forme dialettali.

In occasione di manifestazioni pubbliche rivolte alla generalità dei cittadini,
presentazione di rassegne, mostre, opere pubbliche, o interventi nelle sedi elettive,
ossia laddove l’uso della madrelingua doverosamente è prerogativa del singolo, l’uso
di forme dialettali da parte dei relatori nella loro veste istituzionale e di rappresentanza
impedisce la fruizione degli eventi da parte di tutti, anche di coloro che pur disponendo
di adeguate conoscenze linguistiche nella seconda lingua non abbiano cognizione delle
forme dialettali o siano limitati dalla forte accentazione tipica delle diverse parti del
territorio.

Una analoga esigenza, evidentemente, vale anche per la necessità di
comunicazioni sempre in lingua standard anche da parte dei concittadini di lingua
italiana, al fine di garantire una piena e reciproca comprensione linguistica e non
generare diffidenze e difficoltà pratiche.
Tutto ciò premesso,

IL CONSIGLIO PROVINCIALE IMPEGNA LA GIUNTA PROVINCIALE

1. a sostenere, con una adeguata campagna di sensibilizzazione rivolta a tutti gli
amministratori pubblici e quanti abbiano obblighi di rappresentanza di enti
pubblici, ad utilizzare in occasione di conferenze, manifestazioni di varia
natura, presentazioni, inaugurazioni, conferenze stampa, o ogni qualunque altra
occasione pubblica istituzionale le lingue provinciali nella forma standard
escludendo per quanto possibile il ricorso alle derivazioni dialettali;
2. a sostenere una adeguata sensibilizzazione affinché dalle scuole materne sino ai
diversi altri ordini e gradi di scuole nella provincia di Bolzano la comunicazione
rivolta agli alunni e studenti nell’ambito delle attività educative e formative sia
in lingua standard e l’uso delle forme dialettali sia limitato agli spazi di
convivialità.

Alessandro Urzì

 

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