(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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(Traduzione realizzata da redazione Opinione tramite Intelligenza artificiale)
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Revisioni della produttività spaziale dell’OCSE in Italia Trentino e Veneto. Percorsi diversi, una sfida comune.
Nuove analisi della produttività spaziale dell’OCSE in Italia. Trentino e Veneto: percorsi diversi, una sfida comune. L’OCSE ha pubblicato due nuovi documenti sulla produttività regionale in Italia, incentrati su Trentino e Veneto.
Sebbene le regioni presentino caratteristiche economiche distinte, entrambe condividono una priorità comune: rafforzare la produttività attraverso attività a maggior valore aggiunto, innovazione e competenze.
Per approfondire, consultate i documenti ed esplorate alcuni spunti chiave qui di seguito. Il Trentino sta attualmente perseguendo un obiettivo strategico fondamentale: diversificare la propria base industriale verso attività a maggior valore aggiunto. Ciò solleva un’importante questione politica: come espandersi in nuove attività sfruttando i punti di forza esistenti?
Principali risultati
L’economia regionale è ancorata a cluster manifatturieri tradizionali (legno, carta, alimentare e bevande, vetro), che mostrano solide performance ma un potenziale di ammodernamento limitato.
I servizi ad alta intensità di conoscenza e la manifattura avanzata rimangono sottorappresentati rispetto alle regioni comparabili.
I vantaggi competitivi variano notevolmente all’interno della regione:
Il capoluogo Trento funge da polo della conoscenza (in particolare per le attività ICT e scientifiche).
Le valli industriali, come Rovereto e Borgo Valsugana, sono specializzate nella produzione manifatturiera.
Le aree alpine, tra cui Moena, Pinzolo e Cavalese, sono dominate dal turismo.
Opportunità di sviluppo
I settori manifatturieri avanzati (come i macchinari specializzati e i prodotti farmaceutici di base) sono strettamente legati all’economia trentina, il che significa che si allineano con i punti di forza esistenti e rappresentano percorsi di diversificazione strategici e realizzabili.
Sono necessari legami più forti tra la produzione manifatturiera e i servizi commerciabili per rafforzare le catene del valore locali e collegare i successi isolati all’economia più ampia. I settori emergenti, tra cui le scienze della vita, le tecnologie verdi e le attività legate all’idrogeno, rappresentano opportunità per entrare in nuovi ambiti meno direttamente connessi alle capacità esistenti. Conclusione chiave È necessario un approccio di politica industriale mirato che si basi sulle capacità esistenti: consolidare i cluster consolidati, potenziare i settori correlati ed esplorare nuovi ambiti tecnologici attraverso l’innovazione e gli investimenti esteri.
La diversificazione della base industriale della Provincia Autonoma di Trento (Trentino, Italia) rappresenta un’importante priorità politica per rafforzare la crescita della produttività, considerando le dimensioni relativamente ridotte dei settori manifatturiero e dei servizi ad alta intensità di conoscenza rispetto ad altre regioni simili. Basandosi su dati occupazionali settoriali relativi a 107 regioni italiane e 611 sistemi locali del mercato del lavoro, questo studio mappa le interrelazioni tra le attività economiche in Italia per identificare i cluster di forza esistenti in Trentino e i percorsi realistici per l’ammodernamento industriale.
L’analisi sottolinea come le opportunità di diversificazione siano plasmate dalle capacità insite negli attuali modelli di specializzazione, riflettendo la natura dipendente dal percorso dello sviluppo industriale. Lo studio propone una strategia industriale su misura che adatti gli interventi settoriali alle condizioni locali: sostenendo la competitività nei cluster consolidati, potenziando le industrie emergenti correlate e promuovendo la diversificazione sperimentale in settori strategici.
VENETO
Veneto: competitività oggi, produttività domani
Principali risultati
Dal 2005, il Veneto ha accumulato un divario di produttività di 12 punti percentuali rispetto alle regioni europee comparabili. La competitività è stata sostenuta principalmente da una crescita salariale moderata, piuttosto che da un aumento del valore aggiunto. La regione è carente di imprese ad alte prestazioni all’avanguardia in termini di produttività, soprattutto tra le grandi imprese.
Opportunità di sviluppo
Rafforzare l’integrazione tra produzione e servizi (come design, sviluppo software e marketing) per incrementare la produttività e l’innovazione. Aumentare gli investimenti privati e gli investimenti diretti esteri (IDE) per sostenere l’accumulo di capitale e la crescita delle imprese.
Valorizzare il capitale umano, attraverso livelli più elevati di istruzione terziaria, una migliore corrispondenza tra competenze e posti di lavoro e una maggiore diffusione della formazione formale e delle competenze digitali.
Sfruttare la transizione verde come fonte di nuove opportunità, sostenendo al contempo i lavoratori in settori vulnerabili attraverso politiche mirate per facilitare la transizione professionale verso attività verdi in crescita.
Punto chiave
Per sostenere la crescita, il Veneto deve passare da una competitività basata sui costi a un modello guidato dall’innovazione, dalle competenze e dall’integrazione settoriale.
Il Veneto è uno dei principali distretti manifatturieri europei, contribuendo per il 9,5% al PIL italiano. Sebbene la crescita della produttività del lavoro sia stata più lenta rispetto a quella di altre regioni comparabili dal 2005, il Veneto ha mantenuto la propria competitività internazionale, grazie al contenimento dei costi del lavoro e agli elevati tassi di occupazione. L’analisi evidenzia le opportunità di incrementare la produttività attraverso un ulteriore sviluppo delle attività ad alto valore aggiunto, in particolare rafforzando i legami tra industria e servizi ed espandendo gli investimenti privati. Vi è margine per migliorare la corrispondenza tra competenze richieste e offerte di lavoro, soprattutto nei settori STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), sfruttando l’elevato numero di studenti locali iscritti a tali corsi. Anche il mercato del lavoro veneto si sta gradualmente adattando alla transizione verde, con circa il 30% delle recenti offerte di lavoro relative a mansioni “verdi”.
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OECD Spatial Productivity Reviews in Italy Trentino and Veneto. Different paths, a common challenge.
New OECD Spatial Productivity Reviews in Italy
Trentino and Veneto: different paths, a common challenge The OECD has released two new papers on regional productivity in Italy, focusing on Trentino and Veneto.
While the regions have distinct economic characteristics, both face a shared priority: strengthening productivity through higher value-added activities, innovation and skills.
Find out more in the papers and explore some key insights below. Trentino is currently pursuing a key strategic objective: diversifying its industrial base towards higher value-added activities. This raises an important policy question: how to expand into new activities by leveraging existing strengths?
Key findings
The regional economy is anchored in traditional manufacturing clusters (wood, paper, food and beverages, glass), which show solid performance but limited upgrading potential.
Knowledge-intensive services and advanced manufacturing remain underrepresented compared to peer regions.
Competitive advantages vary markedly across the region:
The capital city of Trento acts as a knowledge hub (notably ICT and scientific activities).
Industrial valleys, such as Rovereto and Borgo Valsugana specialise in manufacturing.
Alpine areas including Moena, Pinzolo or Cavalese are dominated by tourism.
Opportunities for development
Advanced manufacturing sectors (such as specialised machinery and basic pharmaceuticals) have a high degree of relatedness to Trentino’s current economy, meaning they closely align with existing strengths and represent strategic and feasible diversification paths.
Stronger links between manufacturing and tradable services are needed to reinforce local value chains and connect isolated successes to the broader economy.
Emerging fields including life sciences, green technologies and hydrogen-related activities represent opportunities to enter new domains less directly connected to existing capabilities.
Key takeaway
A tailored industrial policy approach building on existing capabilities is needed: consolidating established clusters, scaling up related sectors, and exploring new technological domains through innovation and foreign investment.
Diversifying the industrial base of the Autonomous Province of Trento (Trentino, Italy) is an important policy priority for strengthening productivity growth, given the region’s comparatively smaller manufacturing and knowledge-intensive service sectors relative to peer regions. Drawing on sector-level employment data for 107 Italian regions and 611 local labour market systems, this paper maps the relatedness between economic activities in Italy to identify Trentino’s existing clusters of strength and realistic pathways for industrial upgrading.
The analysis underscores that diversification opportunities are shaped by capabilities embedded in current specialisation patterns, reflecting the path-dependent nature of industrial development. The paper proposes a tailored industrial strategy that matches sector-specific interventions to local conditions: supporting competitiveness in established clusters, scaling up related emerging industries and fostering experimental diversification into strategic fields.
Veneto: competitiveness today, productivity tomorrow
Key findings
Since 2005, Veneto has accumulated a 12 percentage point productivity gap relative to comparable European regions.
Competitiveness has been sustained primarily through moderate wage growth, rather than increases in value added.
The region lacks high-performing “productivity frontier” firms, particularly among large enterprises.
Opportunities for development
Strengthening the integration between manufacturing and services (such as design, software development and marketing) to boost productivity and innovation.
Increasing private investment and foreign direct investment (FDI) to support capital deepening and firm growth.
Enhancing human capital, including higher levels of tertiary education, better matching of skills to jobs, and greater uptake of formal training and digital skills.
Leveraging the green transition as a source of new opportunities, while supporting workers in vulnerable occupations through targeted policies to facilitate job transitions into growing green activities.
Key takeaway To sustain growth, Veneto must shift from cost-based competitiveness towards a model driven by innovation, skills and sectoral integration.
Veneto is one of Europe’s manufacturing powerhouses, generating 9.5% of Italy’s GDP. While labour productivity growth has been slower than in peer regions since 2005, the region has maintained international competitiveness, supported by contained labour costs and high employment rates. The analysis highlights opportunities to raise productivity by further developing high value added activities, including by strengthening links between manufacturing and services and by expanding private business investment. There is scope for improving skills matching, notably in STEM fields, leveraging the strong enrolment of local students in those subjects. Veneto’s labour market is also gradually adapting to the green transition, with around 30% of recent job postings involving green tasks
