(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Garante ha monitorato un’operazione di rimpatrio forzato verso la Nigeria
Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale ha monitorato un’operazione di rimpatrio forzato verso la Nigeria, effettuata il 25 marzo. Il monitor del Garante ha seguito le fasi di pre-partenza e di imbarco nell’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino ed è salito a bordo del volo charter noleggiato dal ministero dell’Interno e diretto a Lagos.
I cittadini stranieri rimpatriati sono stati in totale 51 e provenivano dai Cpr di Bari, Brindisi, Gorizia, Potenza e Roma. Il monitor del Garante ha verificato l’applicazione delle procedure e delle normative sul corretto svolgimento dei rimpatri forzati e il rispetto dei diritti delle persone coinvolte, con particolare attenzione all’uso della forza. Il monitoraggio ha riguardato anche le condizioni di trasferimento, la gestione degli effetti personali e le comunicazioni relative alle eventuali esigenze sanitarie dei cittadini stranieri.
La Direttiva 2008/115/CE stabilisce che gli Stati membri si dotino di un meccanismo indipendente di controllo delle operazioni di rimpatrio forzato. In Italia la responsabilità spetta al Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, che ha messo a punto un sistema di monitoraggio qualificato e potenziato dai progetti finanziati dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI).
Sono complessivamente 47 le operazioni di rimpatrio forzato monitorate dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale tra settembre 2024 e marzo 2026, per un totale di 745 persone straniere coinvolte. L’attività si è articolata in due modalità: monitoraggi in presenza, effettuati dai monitor del Garante e monitoraggi “desk”, svolti attraverso l’analisi documentale delle procedure.
