(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Con la costituzione di decine di Comitati per il No al referendum costituzionale si intensifica la mobilitazione, anche nelle comunità italiane all’estero. Proprio nei giorni in cui cominciano a giungere le schede nelle case dei connazionali all’estero, si rafforza la convinzione che – se l’esito del referendum confermasse lo smantellamento dell’indipendenza della Magistratura – questa potrebbe essere l’ultima volta che gli oltre 6 milioni di italiani nel mondo potrebbero esercitare i loro pieni diritti elettorali.
Non a caso i tre provvedimenti di stravolgimento costituzionale (autonomia differenziata, premierato e giustizia) si accompagnano a misure – già adottate o preannunciate dalla maggioranza di destra – volte a limitare o negare la dignità degli italiani all’estero.
È stato così – conclude l’esponente del Pd – con la “Legge vergogna” che ha privato i cittadini all’estero del diritto di trasmettere la cittadinanza italiana ai propri figli e rischia di essere così se i propositi di limitazione della partecipazione elettorale e della rappresentanza territoriale venissero confermati.
