Intenso, commovente, denso di contenuti che trascendono la stessa scienza economica: così potremmo definire il seminario Jean-Paul Fitoussi, di quest’anno, affidato al “compagno di strada” e amico fraterno del grande economista scomparso nel 2022, Edmund Phelps, Nobel per l’Economia 2006. Ma l’incontro di oggi al Sociale, conclusosi con uno scrosciante applauso del pubblico “a scena aperta”, si è aperto con un altro momento davvero significativo: il ricordo del padre pronunciato dalla figlia Lisa Fitoussi, avvocata e docente a Sciences Po Parigi. “Sono passati tre anni dalla tua scomparsa – ha detto Lisa rivolgendosi idealmente al padre Jean-Paul – sono felice di essere qui oggi con Edmund Phelps. Tu dicevi che era un fratello, lui il migliore amico.
Avevate in comune tanti anni di lavoro e di studio appassionato e spesso condiviso, ma soprattutto una visione condivisa della giustizia sociale, di un’economia che fosse davvero al servizio della crescita del bene comune e della democrazia”. La lectio di Phelps è stata certamente un appassionato ricordo dell’amico, ma anche un excursus sulle tesi e soprattutto sulla visione condivisa per quarant’anni, e ha chiamato in causa economisti ma anche “maestri del pensiero” come Pico della Mirandola, Riccardo, Modigliani. In conclusione, un concetto che sintetizza il messaggio contenuto nei libri dei due economisti, una parola greca, Eudaimonia.
“Le persone ha detto Phelps – devono realizzare il proprio potenziale, esprimere la propria creatività. Eudaimonia non è semplicemente benessere individuale, è uno stato di realizzazione che si raggiunge coltivando nuovi progetti, immaginando e contribuendo a realizzare un nuovo modello di società”.
