(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il caso della famiglia nel bosco, AIDIF: “Non critichiamo solo i giudici, ma la mancanza di leggi adeguate”
Giorgio Aldo Maccaroni, Presidente dell’AIDIF – Avvocatura italiana per i Diritti delle Famiglie, interviene sul caso della famiglia del bosco. Un tema di stretta attualità e di assoluta pertinenza dell’associazione nata nel 2008 esperta in problematiche che riguardano il settore del diritto di famiglia e minorile.
“Molti pensano – dichiara Giorgio Aldo Maccaroni – che questa decisione da parte del tribunale per i minorenni non sia giusta perché non ci sarebbero i presupposti previsti dalla legge per adottare queste misure, fra cui principalmente il grave pregiudizio per i minori a rimanere con i genitori. Se la decisione del tribunale per i minorenni sia giusta o meno verrà approfondito nelle sedi competenti.
Occorre però in simili situazioni non solo criticare l’operato dei giudici, quando una decisione non sia giusta, ma soprattutto criticare la mancanza di leggi adeguate che consentono taluni provvedimenti abnormi.
È da molto tempo che sto portando avanti un progetto di legge che consentirebbe di togliere i figli ai genitori e collocarli in casa famiglia solo come extrema ratio. In base alla mia proposta di legge, infatti, se entrambi i genitori sono considerati dal tribunale inidonei ad avere i figli, occorre, in modo prioritario, individuare un parente di uno dei due genitori presso cui collocare i minori stessi”.
“In tale modo – conclude il Presidente AIDIF – il collocamento dei minori avverrebbe all’interno dello stesso nucleo familiare, in attesa che i minori possano tornare con i propri genitori e il collocamento degli stessi in casa famiglia o presso un’altra famiglia estranea al nucleo familiare potrebbe essere consentito solo in casi estremi.
Il Legislatore però fino ad ora non ha fatto nulla per approvare questa importante proposta di legge, nonostante i miei molteplici appelli a riguardo. Solo ora, con i riflettori della stampa e degli altri mezzi di comunicazione, si stanno attivando i politici.
Ci rammarica molto però che si decida di portare avanti certe leggi solo quando c’è l’attenzione dell’opinione pubblica. Che fine hanno fatto le azioni a tutela dei minori dai fatti di Bibbiano in poi? Già allora si ravvisava la necessità di intervenire con leggi migliori per impedire che i figli venissero tolti ai genitori troppo facilmente!
Da quel momento in poi, dopo gli iniziali proclami di alcuni politici, il vuoto! Speriamo che ora sia la volta buona e che nell’interesse dei minori si possa arrivare finalmente ad approvare leggi adeguate che tutti i giudici dovranno applicare, per impedire il più possibile che i minori possano essere allontanati dai genitori e dalla cerchia parentale”.
