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AGNDD – AUTORITÀ GARANTE NAZIONALE DIRITTI PERSONE CON DISABILITÀ * «ATLETI NEI GRUPPI SPORTIVI MILITARI E DELLE FORZA DI POLIZIA, SUPERARE LE ESCLUSIONI AUTOMATICHE»

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09.57 - mercoledì 17 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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(Foto realizzata tramite l’Intelligenza artificiale)

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Atleti con disabilità nei gruppi sportivi militari e delle Forze di Polizia, l’Autorità Garante convoca un Tavolo tecnico per superare le esclusioni automatiche. L’iniziativa riunisce Ministeri, CONI e CIP per affrontare gli automatismi che oggi possono impedire ad alcuni atleti con disabilità di entrare nei gruppi sportivi dello Stato. L’obiettivo è trovare una soluzione condivisa, anche attraverso un accomodamento ragionevole o una modifica normativa, per garantire pari opportunità a chi gareggia nelle competizioni ordinarie

L’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità ha istituito un Tavolo tecnico dedicato all’accesso ai gruppi sportivi militari e delle Forze di Polizia da parte di atleti con disabilità che gareggiano nelle competizioni ordinarie. L’obiettivo è approfondire le diverse casistiche e individuare una soluzione condivisa, anche attraverso un accomodamento ragionevole o, ove necessario, mediante una modifica alla normativa vigente.

L’iniziativa nasce da una criticità precisa: alcuni atleti con disabilità minima o patologie croniche compensate, pur competendo nei circuiti olimpici e nelle gare ordinarie, rischiano di restare esclusi dal sistema dei gruppi sportivi per effetto di automatismi normativi ancora vigenti. Una zona grigia che li distingue dagli atleti paralimpici, per i quali sono già previste specifiche forme di accesso, ma che allo stesso tempo può impedire loro di beneficiare degli stessi percorsi riservati agli altri atleti delle competizioni ordinarie.

“Non si tratta di creare un regime speciale, ma di rimuovere un automatismo che può impedire ad atleti di alto livello di essere valutati per le loro capacità, i loro risultati e la loro concreta idoneità sportiva”, sottolinea il Collegio dell’Autorità Garante, composto dal Presidente avv. Maurizio Borgo, dal Componente Vicario prof. Francesco Vaia e dal Componente ing. Antonio Pelagatti. “Quando un atleta con disabilità gareggia nelle competizioni ordinarie, l’ordinamento deve interrogarsi su come evitare che una condizione personale, da sola, diventi causa di esclusione automatica”.

La questione è stata sollevata a partire dal caso di un’atleta olimpica con disabilità sensoriale che, pur partecipando alle competizioni olimpiche ordinarie, ha incontrato ostacoli nell’accesso a un gruppo sportivo militare a causa della propria condizione. Il caso ha evidenziato una criticità più ampia, che può riguardare anche atleti con diabete o altre patologie croniche compensate, pienamente inseriti nei circuiti sportivi ordinari.

Il tema, dunque, non riguarda l’abbassamento delle garanzie sanitarie, ma il superamento di esclusioni automatiche. L’obiettivo è distinguere tra situazioni diverse e consentire valutazioni individuali, fondate sulla concreta idoneità medico-sportiva, sui risultati e sulle condizioni dell’atleta, evitando che una diagnosi o una disabilità compensata diventino, da sole, motivo di esclusione.

Per gli atleti con disabilità che gareggiano nelle competizioni ordinarie, l’esclusione automatica dall’accesso ai gruppi sportivi militari e delle Forze di Polizia rischia di produrre una disparità di trattamento non coerente con il principio di uguaglianza sostanziale, con il divieto di discriminazione e con il diritto alla piena partecipazione alla vita sportiva e professionale. I gruppi sportivi rappresentano infatti un canale fondamentale per il sostegno alla carriera degli atleti di alto livello. Precluderne l’accesso in modo automatico può determinare conseguenze rilevanti non solo sul piano sportivo, ma anche sul piano professionale, economico e personale.

“La piena partecipazione passa anche dalla possibilità di essere valutati individualmente, senza esclusioni fondate su categorie astratte o su discipline normative non più adeguate all’evoluzione dello sport e dei diritti” prosegue il Collegio. “Il Tavolo tecnico nasce per costruire una soluzione condivisa, sostenibile e rispettosa dell’equilibrio complessivo del sistema, ma capace di eliminare una discriminazione che non può più essere ignorata”.

Il Tavolo, voluto dall’Autorità Garante, coinvolge Ministero dell’Interno, Ministero della Difesa, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero della Giustizia, Ministero per lo Sport e i Giovani, Ministero per le Disabilità, CONI e CIP.

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