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VOYAT (FDI – CONSILIARE COMUNALE / TRENTO) * SALUTE PUBBLICA: «“E-CIG“ E “HTP“, HO PROPOSTO DI ESTENDERE IL DIVIETO DI FUMO»

Scritto da
09.47 - mercoledì 20 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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(Foto realizzata tramite l’Intelligenza artificiale)

PROPOSTA PER ESTENDERE I DIVIETI DI FUMO ANCHE A SIGARETTE ELETTRONICHE E TABACCO RISCALDATO.

Ieri ho presentato una proposta per aggiornare il Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Trento al fine di estendere i divieti di fumo già previsti dalla normativa vigente anche alle sigarette elettroniche (e-cig) e ai dispositivi a tabacco riscaldato (HTP).

L’iniziativa nasce dalla necessità di tutelare la salute pubblica, preservare i risultati ottenuti negli ultimi vent’anni nella lotta al fumo passivo e contrastare la crescente diffusione dell’utilizzo di dispositivi elettronici in luoghi pubblici e contesti di socialità condivisa.

“La legge antifumo del 2003 ha rappresentato una grande conquista civile per il nostro Paese. Oggi però assistiamo a un progressivo ritorno del gesto del fumare negli spazi pubblici, favorito dalla diffusione di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato, spesso percepiti erroneamente come innocui.
La proposta evidenzia come la presenza di aerosol e vapori nei locali pubblici, nei plateatici, dehors e nelle aree frequentate da minori, rischi di determinare una regressione culturale rispetto agli importanti risultati educativi e sanitari raggiunti negli anni.

Particolare preoccupazione viene espressa per il forte aumento dell’utilizzo di e-cig e HTP tra i giovani e i giovanissimi. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità mostrano infatti una crescita significativa del consumo nella fascia 14-24 anni, favorita da aromi attrattivi, design accattivanti e campagne di marketing aggressive.
Nel testo si richiama inoltre il principio di precauzione previsto dai trattati dell’Unione Europea, sottolineando come non esistano ancora studi conclusivi sull’assenza di effetti nocivi a lungo termine derivanti dall’inalazione degli aerosol prodotti da questi dispositivi.

La proposta impegna il Sindaco e la Giunta comunale:
– ad adottare un’ordinanza urgente e successivamente modificare il Regolamento di Polizia Urbana per equiparare sigarette elettroniche e dispositivi a tabacco riscaldato alle sigarette tradizionali;
– a vietarne l’utilizzo nelle aree antistanti gli istituti scolastici;
– a estendere il divieto anche ai plateatici e ai dehors dei pubblici esercizi.

Nel documento viene inoltre richiamata l’attenzione sull’impatto ambientale delle sigarette elettroniche monouso, considerate una crescente fonte di rifiuti elettronici e plastici dispersi nell’ambiente urbano.

“La libertà di chi fuma non può prevalere sul diritto dei cittadini a respirare aria pulita e a vivere spazi pubblici realmente condivisi e salubri. È necessario intervenire ora per evitare un arretramento culturale e sanitario.”

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VOYAT ALEX CONSILIARE COMUNALE GIORGIA MELONI FRATELLI d’ITALIA

 

 

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ORDINE DEL GIORNO COLLEGATO ALLA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE
AVENTE AD OGGETTO:

ARTT. 175 E 193 D.LGS. 18.08.200 N. 267 E S.M. VARIAZIONE DI ASSESTAMENTO GENERALE E CONTROLLO DELLA SALVAGUARDIA DEGLI EQUILIBRI DI BILANCIO. BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO 2026.2028 E DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE 2026-2028

OGGETTO ORDINE DEL GIORNO
Estensione dei divieti di fumo previsti dalla legislazione vigente anche ai dispositivi elettronici (e-cig) e ai prodotti a tabacco riscaldato (HTP)

Premesso che:
la Legge 16 gennaio 2003, n. 3, che si basava sul principio supremo della tutela della salute come diritto fondamentale (Art. 32 Costituzione), ha segnato per l’Italia un importante progresso civile, proteggendo di fatto i cittadini dal fumo passivo.

Si osserva con crescente allarme che l’introduzione massiccia sul mercato di sigarette elettroniche (e-cig) e tabacco riscaldato (HTP) sta di fatto erodendo questi traguardi. Grazie a una comunicazione commerciale aggressiva e a un quadro normativo frammentario, questi prodotti si sono insinuati in spazi che per vent’anni sono stati liberi dal fumo, creando confusione sia tra i gestori dei locali che tra gli utenti.

Un rischio, che in parte già è diventato realtà, è che ci sia un fenomeno di regressione socioculturale. L’immagine di persone che emettono nuvole di vapore o aerosol all’interno di ristoranti, bar e uffici sta riportando la società italiana a un’estetica degli anni ’80 e ’90. Questa “rinormalizzazione” del gesto del fumo annulla il lavoro educativo fatto per decenni, trasmettendo, soprattutto alle giovani generazioni, il messaggio errato che fumare (in qualsiasi forma) sia un atto accettabile in contesti di socialità condivisa.
Il ritorno delle emissioni di nicotina e aromi artificiali all’interno dei locali pubblici rappresenta peraltro una violazione della libertà dei non fumatori, costretti nuovamente a subire inalazioni indesiderate e a subire il “fastidio olfattivo” che si riteneva ormai sconfitto.

I dati dell’Istituto Superiore di Sanità confermano un aumento esponenziale dell’uso di e-cig e HTP tra i giovanissimi (fascia 14-24 anni). L’uso di aromi dolci, il design minimalista e la percezione di “innocuità” spingono i minori verso una dipendenza da nicotina che spesso sfocia nel consumo di tabacco tradizionale.
Nonostante il marketing del “rischio ridotto”, studi indipendenti evidenziano che l’aerosol dei prodotti riscaldati contiene sostanze tossiche (formaldeide, acroleina, metalli pesanti) e particolato ultrafine che penetra profondamente negli alveoli polmonari. Non esistono ad oggi studi che garantiscano l’assenza di danni a lungo termine, rendendo doverosa l’adozione del “Principio di Precauzione” stabilito dai trattati dell’Unione Europea. Questo principio è una regola fondamentale di gestione del rischio che consente alle autorità di adottare misure protettive (per ambiente, salute umana, animale o vegetale) in situazioni di incertezza scientifica, senza attendere che il danno si verifichi. È un pilastro del diritto UE e internazionale che impone cautela davanti a rischi potenziali.

È scientificamente provato che chi circonda l’utilizzatore inala involontariamente nicotina e altre sostanze chimiche, e nei locali e nei loro spazi esterni, come i plateatici e i dehors, dove c’è stretta vicinanza tra le persone la densità di queste emissioni può raggiungere livelli critici, specialmente in presenza di bambini, donne in gravidanza o persone fragili.
In ultimo si sottolinea, oltre al possibile danno sanitario e all’accertata regressione culturale rispetto ai significativi risultati raggiunti nel tempo per quanto riguarda il fumo di sigaretta, anche l’impatto ambientale delle sigarette elettroniche monouso, che generano rifiuti elettronici pericolosi (RAEE), spesso abbandonati per strada, e che rischiano di aggravare significativamente l’inquinamento nel Comune di Trento.

 

Tutto ciò premesso, si impegna il sindaco e la giunta comunale:

1. Ad adottare un’ordinanza urgente, e successivamente a modificare permanentemente il Regolamento di Polizia Urbana, che estenda i divieti di fumo previsti dalla legislazione vigente anche all’utilizzo di sigarette elettroniche e dispositivi a tabacco riscaldato, parificandoli in toto alle sigarette tradizionali.

2. A estendere il divieto di utilizzo di sigarette elettroniche e dispositivi a tabacco riscaldato a tutte le aree antistanti le scuole della città.

3. Ad estendere tale divieto anche nei plateatici e dehors dei locali pubblici.

Gruppo Consiliare Comunale Giorgia Meloni Fratelli d’Italia

Consigliere comunale Alex Voyat

Consigliere comunale Ilaria Goio

Consigliere comunale Daniele Demattè

Consigliere comunale Giuseppe Urbani

Consigliere comunale Marco Sembenotti

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