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URSA TRENTINO * AUTONOMIA: PERINI E MOIENTALE «CURA DEI MALATI E GESTIONE ORSI L’UNA CONTRO L’ALTRA SIGNIFICA FARE LEVA SULLA RABBIA DELLE PERSONE»

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17.43 - mercoledì 20 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Negli ultimi giorni si sente parlare dell’ennesimo referendum (o, per meglio dire, consultazione popolare in arrivo in Trentino. La proposta? Chiedere ai cittadini-contribuenti “se sono d’accordo di spendere i soldi delle loro tasse in studi sui grandi carnivori e la convivenza piuttosto che per l’assistenza sanitaria, sociale e assistenziale.” (cit.)

Detto così, sembra una scelta ovvia: chi non vorrebbe ospedali più efficienti? Ma attenzione: questa è una clamorosa manipolazione dei fatti. Ecco perché la gente comune rischia di essere presa in giro:

Il trucco del portafogli. Mettere la cura dei malati e la gestione degli orsi l’una contro l’altra è solo uno slogan per fare leva sulla rabbia delle persone. I fondi per la sanità seguono canali e bilanci totalmente diversi. Tagliare la ricerca scientifica sugli orsi non ridurrà le liste d’attesa negli ospedali, ma ci lascerà solo più ignoranti e meno sicuri.

La sicurezza nasce dalla scienza. Gestire i grandi carnivori richiede una prevenzione adeguata e sul campo (attraverso strumenti di efficacia riconosciuta -se ben attenzionata- come interventi di deterrenza, radiocollari, monitoraggio costante, cassonetti anti-orso, …). Cancellarne i finanziamenti significa togliere alla Provincia gli unici strumenti utili per garantire la sicurezza reale di cittadini e allevatori.

“Referendum” continui: ma chi paga? Continuare a proporre consultazioni popolari che non hanno valore di legge costa denaro e tempo. Ci viene detto che bisogna risparmiare, ma poi si alimentano macchine della paura che non portano a nessuna soluzione reale.

La perplessità del Gruppo sulla svolta politica. Il Gruppo URSA Trentino esprime inoltre una forte perplessità di fronte ai recenti titoli di stampa –come l’articolo del quotidiano L’Adige del 15 maggio 2026– che celebrano slogan come: “Fugatti: orsi e lupi, ora si cambia”.
L’illusione che la recente approvazione della riforma dello Statuto di Autonomia possa azzerare i problemi semplicemente invocando “meno vincoli da ISPRA” è l’ennesima narrazione propagandistica. La gestione della fauna selvatica rimarrà sempre legata a stringenti normative europee e internazionali: far credere ai cittadini che l’autonomia si traduca in una totale e arbitraria libertà di azione è un’operazione di distrazione di massa che elude la reale necessità di investire in prevenzione e cultura del territorio.

Nessun estremismo: la scienza prevede anche la rimozione. Il Gruppo URSA Trentino sa benissimo che questo comunicato solleverà le solite “indignazioni” di facciata e che qualcuno proverà a bollarci come i soliti “estremisti animalisti”. Per prevenir e azzerare alla radice queste polemiche sterili e perditempo, lo dichiariamo apertamente: la nostra posizione si basa sulla scienza, non sul sentimentalismo. Siamo perfettamente consapevoli che, a livello gestionale e biologico, l’abbattimento di un esemplare è purtroppo un’opzione opportuna e necessaria. Questo però deve avvenire solo e soltanto quando ci si trova davanti a un animale di cui è stata accertata –senza ombra di dubbio e con criteri rigorosamente scientifici– la reale e comprovata pericolosità. La rimozione deve essere considerata come ultima ratio e basarsi su dati oggettivi e non su presupposizioni, fake news da bar, psicosi collettive o racconti di paese di dubbia fondatezza. Difendere la scienza significa difendere la verità, non le ideologie.

Chi siamo. Mentre c’è chi soffia sul fuoco dell’odio e della propaganda per ottenere visibilità politica, il Gruppo URSA Trentino risponde sul campo con i fatti. Siamo una rete strutturata di soli volontari ed esperti faunistici uniti dall’obiettivo di portare informazione scientifica oggettiva in ogni vallata, abbattendo le fake news e il terrorismo mediatico. La nostra è un’attività guidata dall’indipendenza e dal rispetto delle regole: ad oggi operiamo senza pesare sulle tasche della collettività e senza attivare campagne pubbliche di tesseramento o di raccolta fondi. Per il nostro gruppo, la trasparenza e la tracciabilità delle risorse costituiscono un valore etico imprescindibile; per questo motivo, ogni eventuale e futuro sostegno alle nostre attività risponderà sempre a criteri di massima linearità e trasparenza alla luce del sole, rifiutando logiche opache o compromessi che possano deviare dai nostri obiettivi puramente scientifici. Crediamo che l’unica via per una convivenza sicura sia la conoscenza reale, libera da ogni forma di condizionamento economico o ideologico.

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Gruppo URSA Trentino
(Referenti: Patrizia Perini e Marco Moientale)
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