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UIL – TRENTINO * EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA: «NIENTE CASE PER I LAVORATORI, SERVE UN CAMBIO DI STRATEGIA SUGLI ALLOGGI»

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16.49 - martedì 17 marzo 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“ Niente case per lavoratori e lavoratrici” I dati pubblicati sull’ultima raccolta delle domande di edilizia residenziale pubblica confermano purtroppo una tendenza ormai strutturale: a fronte di un numero molto elevato di richieste, l’offerta di alloggi sociali resta largamente insufficiente. Un divario che non rappresenta una novità, ma che si ripropone sostanzialmente invariato rispetto alle precedenti edizioni, segno che le politiche messe in campo finora non stanno producendo quel cambio di passo necessario.
In particolare, il forte impegno più volte dichiarato da Itea sul recupero degli alloggi di risulta non sembra, ad oggi, tradursi in risultati concreti e percepibili. Il numero limitato di alloggi effettivamente disponibili dimostra che il recupero del patrimonio esistente procede troppo lentamente rispetto all’urgenza del bisogno abitativo.

Emblematico è il caso della cosiddetta “Nave” di San Pio X: il piano strategico di Itea prevede da tempo un progetto di finanziamento per il recupero dell’immobile, ma a oggi non si registrano avanzamenti significativi, mentre continuano a susseguirsi ipotesi e cambi di indirizzo sul suo futuro. Una situazione che alimenta incertezza e ritardi proprio mentre cresce la domanda di casa.

È sempre più evidente che le politiche provinciali devono riconoscere l’abitare come una delle principali emergenze sociali dei prossimi anni, destinando risorse adeguate e comparabili a quelle investite in altri settori ai quali oggi viene riservata una forte attenzione finanziaria. L’impegno pubblico sulla casa non può esaurirsi in annunci o dichiarazioni di principio, ma deve tradursi in interventi strutturali e continuativi.

Serve inoltre affrontare il tema in modo complessivo, intervenendo anche sul mercato degli affitti privati residenziali, oggi in evidente contrazione. In questo quadro appare necessario rivedere anche lo strumento del contributo integrativo al canone di mercato, che pesa sul bilancio provinciale per oltre 7 milioni di euro all’anno: risorse che potrebbero essere progressivamente orientate verso l’incremento stabile del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, generando effetti più duraturi nel tempo.
Infine, non va dimenticata la cosiddetta “fascia grigia”, composta da nuclei familiari che non rientrano nei requisiti dell’edilizia pubblica ma che faticano sempre più a sostenere i costi del mercato libero. Dare risposta anche a questa area sociale sarà decisivo per evitare un ulteriore ampliamento dell’emergenza abitativa.

I dati di oggi non devono quindi essere letti solo come una fotografia del presente, ma come un chiaro segnale della necessità di un cambio di strategia: la casa deve diventare una priorità reale delle politiche pubbliche provinciali.

 

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Walter Largher

Segretario Generale

UIL del Trentino

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